CANCELLO ED ARNONE – Sfruttare il proprio ruolo politico per veicolare posti di lavoro e garantire sponsor alla festa che è diventata il fiore all’occhiello del paese. Chi lo avrebbe fatto? Secondo l’accusa, Raffaele Ambrosca. E così emergono, nell’inchiesta, da una parte le assunzioni che sarebbero state imposte alla cooperativa incaricata di gestire un bene confiscato alla criminalità organizzata. Dall’altra, un finanziamento da 10mila euro alla festa della mozzarella, che gli inquirenti collegano all’affidamento dello stadio comunale e a un presunto ritorno politico per il sindaco. Sono due degli episodi al centro dell’inchiesta della Procura di Santa Maria Capua Vetere sull’amministrazione di Cancello ed Arnone: vicende distinte, per le quali vengono ipotizzati rispettivamente i reati di concussione e corruzione (LEGGI QUI I NOMI DI TUTTI GLI INDAGATI).
Le assunzioni
Il primo ricostruito dagli inquirenti riguarda Fondo Acquaro, bene confiscato destinato a ospitare una comunità alloggio per persone con disabilità e un centro sociale polifunzionale. La gestione era stata assegnata alla cooperativa ‘Luigi Del Prete’ con la determina del 7 agosto 2025.
Secondo l’accusa, il sindaco Raffaele Ambrosca, il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Agostino Frattasio e il consigliere di maggioranza con delega anche ai Beni confiscati Gabriele Di Vuolo avrebbero abusato delle rispettive funzioni per condizionare le scelte della cooperativa. Le pressioni sarebbero state rivolte alla presidente del consiglio di amministrazione, Anna Del Prete, con l’obiettivo di ottenere assunzioni di persone politicamente gradite e consolidare il consenso elettorale.
La contestazione richiama la minaccia di ritorsioni amministrative. Negli atti compaiono espressioni di discredito nei confronti della donna, alla quale sarebbe stato rimproverato di aver fatto fare ‘brutte figure’. Parole che la Procura inserisce nella ricostruzione delle presunte pressioni esercitate sulla responsabile della cooperativa.
Tre le richieste di assunzione indicate nel capo d’accusa. La prima è quella di Francesca Russo, che risulta assunta il 22 dicembre 2025; la seconda riguarda Giovanna Antonia Viola, entrata in servizio il 7 gennaio 2026 e dimessasi il successivo 30 aprile dalla sede di Cancello ed Arnone. La terza richiesta avrebbe riguardato Felicia Di Vuolo, sorella del consigliere comunale, per un impiego nella sede di Frattamaggiore.
Le tre donne vengono indicate come destinatarie delle assunzioni oggetto della contestazione, ma a loro non vengono contestati reati.
Il contratto per la vigilanza
Nella stessa ricostruzione rientra anche un contratto per il servizio di vigilanza con la società Security Services Srl, stipulato il 21 ottobre 2025. Secondo gli inquirenti, l’affidamento sarebbe stato sollecitato attraverso persone che avevano chiesto al sindaco di intervenire direttamente con la presidente della cooperativa.
L’ipotesi di concussione si concentra dunque sull’utilizzo dei poteri amministrativi per imporre alla gestione del bene confiscato scelte relative al personale e ai servizi. Per la Procura, quelle richieste sarebbero state funzionali a interessi privati ed elettorali.
White Fest
Diversa la vicenda che coinvolge Ambrosca, l’imprenditore Francesco Tessitore e Antonietta Migliozzi, indagati per corruzione. Al centro c’è un bonifico da 10mila euro, effettuato il 14 maggio 2025 dalla società Infrastrutture Stradali Srl, amministrata da Migliozzi, in favore della Pro Loco ‘Terre di Cancie e Lanio’. Il versamento era destinato al finanziamento del White Fest – Festa della Mozzarella, sotto forma di liberalità o sponsorizzazione. Gli inquirenti ritengono però che il contributo debba essere letto all’interno di un rapporto più ampio, che avrebbe procurato al sindaco un’utilità politica attraverso il sostegno alla manifestazione e la promessa di appoggio elettorale.
La Pro Loco viene descritta nell’impostazione accusatoria come un’associazione di fatto riferibile ad Ambrosca. La riuscita dell’evento, secondo questa lettura, avrebbe rappresentato non soltanto un risultato per il Comune, ma anche un’occasione di promozione personale del primo cittadino.
La gestione dello stadio
Al finanziamento gli inquirenti collegano il successivo affidamento del centro sportivo comunale ‘Stadio delle Vittorie Pasquale Galasso’. Con la determina dell’8 luglio 2025, l’area Lavori pubblici aveva assegnato all’associazione Vanni la gestione dell’impianto attraverso una locazione decennale, per un importo di 1.700 euro mensili.
Negli atti Francesco Tessitore viene indicato come institore e reale beneficiario dell’associazione.
È questo il presunto collegamento sul quale poggia la contestazione: il contributo alla festa e il sostegno politico, da un lato, l’esercizio delle funzioni pubbliche e l’affidamento dell’impianto, dall’altro.
La sequenza dei due atti viene inserita dalla Procura nella ricostruzione di un accordo corruttivo, la cui sussistenza dovrà essere verificata nel procedimento.
I due episodi riguardano così ambiti diversi della gestione del patrimonio comunale: un bene confiscato destinato a finalità sociali e un impianto sportivo. In entrambi, gli inquirenti ipotizzano che le decisioni amministrative siano state condizionate dalla ricerca di vantaggi personali o politici.
Le contestazioni restano da accertare e tutti gli indagati sono da considerarsi innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.







