CANCELLO ED ARNONE – Il punto di partenza è Castel Volturno. È dalle intercettazioni sui rapporti tra l’ingegnere Daniele De Caprio e l’allora sindaco Pasquale Marrandino che gli investigatori arrivano a Cancello ed Arnone. Dagli ascolti sarebbero emersi stretti legami del professionista con il sindaco Raffaele Ambrosca e con il vicesindaco e assessore ai Lavori pubblici Agostino Frattasio, zio dell’ingegnere. Nel procedimento su Castel Volturno, nel quale De Caprio e Marrandino sono accusati di corruzione, la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto gli arresti domiciliari per l’ingegnere e la custodia in carcere per l’ex primo cittadino. Mentre il gip deve ancora pronunciarsi sulle richieste, il nuovo fronte investigativo è sfociato nelle perquisizioni eseguite ieri a Cancello ed Arnone. E in questo settore, De Caprio appare come una figura centrale: secondo l’accusa, il professionista avrebbe costruito rapporti stabili con le amministrazioni locali attraverso uno scambio tra sostegno politico-elettorale e incarichi pubblici.
Tra le conversazioni intercettate dai carabinieri e richiamate dalla Procura ce n’è una dell’8 luglio 2025 tra il tecnico e la moglie. De Caprio racconta di essere stato convocato in Comune (a Cancello ed Arnone, ndr), di avere incontrato il responsabile dei Lavori pubblici e di avere consegnato documentazione e un biglietto da visita. Riferisce inoltre che Ambrosca gli avrebbe anticipato l’arrivo di finanziamenti, invitandolo a tornare per concordare futuri incarichi. Nella stessa conversazione De Caprio manifesterebbe fiducia nell’assegnazione degli incarichi, contando sull’intervento di Frattasio, indicato come colui che ‘spinge’ in suo favore.
Da questo nucleo iniziale l’indagine si allarga. Non soltanto rapporti tra professionisti e amministratori, ma anche richieste di lavoro, interventi presso strutture legate al Comune e favori personali. La Procura ipotizza una gestione nella quale le opportunità offerte attraverso la funzione pubblica diventerebbero strumenti per costruire e conservare il consenso. Nella lettura degli inquirenti, Ambrosca e Frattasio sarebbero impegnati in una sorta di campagna elettorale permanente: il sostegno dei propri interlocutori verrebbe coltivato attraverso disponibilità, promesse e interventi, per essere poi orientato nelle diverse competizioni elettorali.
Due passaggi vengono indicati come significativi. In una conversazione del 28 gennaio 2026, un interlocutore prospetta ad Ambrosca la possibilità di spostare i voti verso la parte avversa. Secondo la ricostruzione investigativa, dopo iniziali resistenze il sindaco si rende disponibile a incontrarne il nipote, nel contesto di una richiesta di sistemazione lavorativa. In un’altra conversazione, del 2 marzo, una richiesta relativa alla ricerca di un autista viene associata alla possibilità di raccogliere voti, mentre Frattasio richiama il sostegno atteso alle successive elezioni. Per l’accusa, il presunto patto di scambio emergerebbe anche senza accordi espliciti: a rivelarlo sarebbero il linguaggio utilizzato, le condotte e il collegamento tra benefici richiesti e sostegno elettorale.












[…] Leggi De Caprio, il filo tra le due inchieste a Castel Volturno… […]