Lazio, Zauri tra aneddoti, Di Canio e il salvataggio

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Cronache Mercato
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Luciano Zauri, ex calciatore e ora allenatore, ha ripercorso la sua carriera in una lunga intervista, partendo da un evento che ha segnato la sua vita. L’episodio più toccante risale a un 20 gennaio, giorno del suo compleanno, quando ha salvato una bambina caduta in una voragine di sei metri apertasi nel bagno di un ristorante. Guidato solo dalla voce della piccola, si è calato nel buio e, aiutandosi con la luce del telefono, l’ha trovata e riportata in salvo. Solo più tardi ha scoperto che la bambina, Giulia, era la nipote di Zibi Boniek e che da allora si scambiano un messaggio ogni anno in quella data. Questo evento, ha spiegato, gli ha fatto capire quali sono le vere priorità della vita.

Sul fronte calcistico, ha rivelato un retroscena di mercato che lo avrebbe potuto portare alla Juventus. Marcello Lippi era andato a visionarlo a Bergamo e Luciano Moggi aveva dichiarato pubblicamente di volere solo lui, ma il trasferimento è saltato a causa delle richieste economiche troppo elevate dell’Atalanta.

Il suo arrivo alla Lazio è coinciso con l’ultima fase dell’era Cragnotti, in una squadra piena di campioni come Stam, Mihajlovic e Peruzzi. Ha descritto un ambiente dove vigevano grande rispetto e scherzi continui, con scommesse di ogni tipo, come quelle di Sinisa Mihajlovic che puntava il pieno della sua Ferrari sulla riuscita delle punizioni. Poco dopo ha vissuto la transizione alla gestione di Claudio Lotito, un periodo di ricostruzione iniziato con una tournée in Giappone affrontata con soli dieci giocatori della prima squadra e tanti ragazzi della Primavera. Ha ricordato il neo-presidente sempre al telefono e le surreali trattative notturne per il suo rinnovo, con l’autista che lo prelevava in auto blindata per portarlo a Villa San Sebastiano.

Tra gli aneddoti più curiosi, ha raccontato di come Paolo Di Canio caricasse la squadra prima del derby facendo vedere il film ‘Braveheart’. Ha poi condiviso un divertente episodio con Miroslav Klose: invitato a Pescina per la tradizionale uccisione del maiale, l’attaccante tedesco si è presentato equipaggiato di tutto punto, convinto di dover essere lui a compiere il gesto, fraintendendo completamente l’invito. L’esperienza alla Sampdoria è stata a due facce: prima il raggiungimento dei preliminari di Champions League con una coppia d’attacco formata da Pazzini e Cassano, poi la dolorosa retrocessione l’anno successivo, dopo la partenza dei due bomber.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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