Il Milan è tornato al lavoro a Milanello dopo una settimana di riposo concessa alla squadra per ricaricare le energie. La ripresa è avvenuta in un clima di concentrazione, con l’obiettivo di preparare al meglio un mese di ottobre che si preannuncia densissimo di impegni, con sette partite ufficiali in programma tra campionato e coppe.
Tuttavia, l’atmosfera è stata turbata da una notizia negativa che ha colpito lo staff tecnico e la dirigenza. Durante una delle prime sedute di allenamento, Alexis Saelemaekers ha subito un infortunio che ha destato immediata preoccupazione. Il giocatore belga si è fermato a causa di un problema fisico accusato nel corso degli esercizi.
Le prime valutazioni parlano di una distorsione alla caviglia. Per avere un quadro preciso della situazione, il club ha già programmato una serie di esami strumentali a cui il giocatore si sottoporrà nelle prossime ore. L’esito delle analisi sarà fondamentale per comprendere l’entità del danno e definire i tempi di recupero.
Una volta ottenuto il referto medico, lo staff sanitario rossonero, sotto la supervisione del professor Mazzoni, stabilirà l’iter riabilitativo più adeguato. Solo allora si potrà formulare una prognosi attendibile e capire per quanto tempo il tecnico Rúben Amorim dovrà fare a meno del suo versatile esterno.
Questo stop rappresenta una vera e propria tegola per l’allenatore portoghese, che aveva piani specifici per Saelemaekers durante questa sosta per le nazionali. L’intenzione di Amorim era quella di lavorare intensamente con il giocatore per accelerarne l’adattamento in un nuovo ruolo tattico, quello di trequartista di sinistra.
Questa evoluzione tattica era stata vista come una delle chiavi per aumentare l’imprevedibilità della manovra offensiva del Diavolo. La recente e positiva prestazione offerta contro il Lecce aveva dato ulteriori conferme al tecnico, convinto che il belga avesse le caratteristiche giuste per interpretare al meglio quella posizione.
L’infortunio, quindi, arriva nel momento meno opportuno. Saelemaekers era rimasto a Milanello proprio per concentrarsi sul lavoro con il club, dato che il nuovo commissario tecnico del Belgio, Mark van Bommel, aveva deciso di non convocarlo per gli impegni di Nations League, preferendo testare altri profili.
Questa circostanza avrebbe dovuto favorire la sua integrazione nei nuovi meccanismi di Amorim. Adesso, invece, il tecnico e tutto l’ambiente rossonero incrociano le dita, sperando che gli esami diano un esito confortante e che lo stop sia il più breve possibile. Un’assenza prolungata complicherebbe non poco la gestione di un calendario fitto e impegnativo.




