La decisione è stata ponderata e infine presa di comune accordo, segnando la fine di un breve ma intenso capitolo: Álvaro Morata e il Como si sono separati. Dopo una difficile gestazione, il club lariano e l’attaccante spagnolo hanno scelto strade diverse, con la società che ha prontamente ingaggiato Moise Kean dalla Fiorentina per colmare il vuoto in attacco.
Per il centravanti, fresco vincitore di Euro 2024 con la nazionale spagnola, si è aperta la porta di un ritorno in patria, seppure in una categoria inferiore. Il Como 1907 ha ufficializzato l’operazione con una nota: “Si comunica la cessione a titolo temporaneo fino al termine della stagione, con opzione, dell’attaccante al Leganés. Tutto il club augura a Álvaro il meglio per la stagione 2026/27”.
L’approdo al Leganés, squadra della comunità autonoma di Madrid, ha rappresentato per lui un ritorno in un territorio familiare, avendo già vestito in passato le prestigiose maglie di Real e Atletico. L’impatto con la Liga Hypermotion, la combattuta seconda divisione spagnola, non è stato però quello sperato, almeno in termini realizzativi. Nelle sue prime quattro presenze contro avversari ostici come Las Palmas, Tenerife, Granada e Castellòn, ha accumulato 246 minuti in campo.
Il tabellino dei gol, tuttavia, è rimasto desolatamente fermo a zero. La ricerca dell’esultanza si sta trasformando in un’attesa prolungata, un digiuno che, considerando tutti i campionati disputati, dura dal 24 maggio 2025, quando ancora militava tra le fila del Galatasaray in Turchia. Un’astinenza di oltre sedici mesi che inizia a pesare sulle spalle di un attaccante del suo calibro e che sta mettendo alla prova la sua proverbiale tenacia.
Il Leganés, nel frattempo, sta vivendo una stagione di alti e bassi nel tentativo di risalire nella massima serie. Dopo sette giornate del torneo, che conta 22 squadre, la formazione madrilena ha raccolto 11 punti, frutto di tre vittorie, due pareggi e due sconfitte. L’equilibrio tra i sei gol segnati e i sette subiti riflette un andamento altalenante, che la posiziona a otto lunghezze di distanza dalla capolista Castellòn.
La pressione su un giocatore del suo profilo, abituato ai palcoscenici della Champions League, è inevitabilmente alta. In rosa troverà compagni di squadra dal passato illustre nel calcio europeo. Tra i pali c’è Luca Zidane, figlio del leggendario Zinedine, mentre a centrocampo agisce una vecchia conoscenza del campionato italiano, l’ex romanista Amadou Diawara. La speranza del club e dei tifosi è che il loro nuovo numero nove possa presto sbloccarsi e trascinare la squadra verso le posizioni di vertice.




