NAPOLI – “Abbiamo rispetto per tutti, ma non dobbiamo sottovalutarci. Vogliamo competere con tutti”. Jasmin Repeša ha scelto queste parole per presentare il ritorno del Napoli Basketball in Europa. Domani alle 20, all’Alcott Arena, arriva il Bourg-en-Bresse campione in carica e gli azzurri si presentano al debutto di EuroCup con una rosa costruita per affrontare un calendario fitto e competitivo.
Dal successo di Roma al primo esame europeo
Il 94-75 ottenuto contro la Maxima Roma suggerisce una prima identità. Napoli ha distribuito l’attacco, alzato la pressione difensiva e trovato punti da tutti gli uomini impiegati, anche senza Ramsey e Totè, fermati da risentimenti muscolari. La richiesta è quella di assumersi responsabilità collettive: difendere insieme, recuperare palloni e cercare canestri prima che gli avversari possano organizzarsi. Contro Bourg, questo principio sarà chiamato a misurarsi con un livello internazionale.
Spissu e Dowtin, due regie per cambiare ritmo
La cabina di regia presenta due interpreti con caratteristiche differenti. Marco Spissu porta letture, gestione e capacità di distribuzione. A Roma i suoi assist hanno accompagnato anche i canestri del capitano Guglielmo Caruso nel finale, confermando il ruolo del playmaker nel coinvolgimento dell’intero quintetto. Jeff Dowtin Jr. aggiunge invece iniziativa e punti. All’esordio ha chiuso con 19 punti dopo l’esperienza maturata in Eurolega e può costruire un vantaggio dal palleggio oppure concludere direttamente l’azione. Il debutto di Roma ha rappresentato il primo passo, ora arriva una verifica di livello europeo.
Ramsey e Brown, esperienza e punti sul perimetro
Jordan Ramsey offre un potenziale offensivo già misurato dai 19,3 punti di media con cui è stato il miglior realizzatore dell’ultima Serie A. Markel Brown conosce invece già Napoli e il suo pubblico, mentre John Petrucelli porta il legame tecnico con Repeša e la disponibilità a lavorare su entrambe le metà campo. Sono profili diversi che permettono al tecnico di alternare protagonisti e caratteristiche senza affidare ogni possesso alla stessa soluzione. Anche Jakimovski ha lasciato subito il segno, chiudendo la gara di Roma con 16 punti. Il suo tiro dall’arco può diventare una delle soluzioni per aprire il campo, soprattutto contro difese che proveranno a proteggere l’area.
White e Seljaas ampliano le soluzioni sulle ali
Sulle ali, Jack White e Zac Seljaas aumentano le possibilità di Repeša. A Seljaas il tecnico ha chiesto di mettere a disposizione del gruppo l’esperienza maturata nelle competizioni europee. Un contributo che può diventare importante soprattutto nei momenti in cui serviranno letture rapide e gestione dei possessi. La profondità sulle ali consente inoltre di distribuire meglio minuti ed energie, elemento centrale quando il calendario propone partite ravvicinate.
Caruso e Tarczewski, fisicità sotto canestro
Nel pitturato Napoli può contare sulla presenza di Guglielmo Caruso e Mitchell Tarczewski, con Totè come ulteriore soluzione quando sarà disponibile. Tarczewski ritrova Repeša, l’allenatore che lo aveva accolto in Italia, e porta centimetri e fisicità. Caruso aggiunge invece qualità tecnica e capacità di incidere anche nelle fasi decisive delle partite. Il confronto con Bourg permetterà di capire quanto la presenza interna degli azzurri possa condizionare il gioco vicino al ferro.
Faggian e Sankaré, profondità utile per Repeša
La rosa non si ferma ai principali protagonisti. A Roma anche Faggian e Sankaré hanno contribuito al successo, ricevendo il riconoscimento del tecnico. La loro presenza amplia le possibilità di rotazione e permette di proteggere le energie dei giocatori più utilizzati. In una stagione che aggiunge l’EuroCup agli impegni nazionali, la profondità della squadra può diventare un elemento importante nella gestione del calendario.
Bourg subito davanti: Napoli cerca la sua identità
È questa la caratteristica che Repeša dovrà coltivare: poter chiedere un contributo diverso a ciascun giocatore. Il Bourg-en-Bresse rappresenterà il primo test europeo e permetterà di misurare distanze, intensità e tenuta del gruppo. Napoli arriva all’appuntamento con giocatori abituati a palcoscenici differenti e una guida tecnica chiamata a trasformare le individualità in un sistema. Dopo quasi vent’anni, l’Europa torna all’Alcott Arena. Per il Napoli Basketball, il primo obiettivo sarà dimostrare sul parquet di essere pronto per il nuovo livello di competizione.







