Venti di faida a Scampia. Si teme la risposta armata all’agguato al nipote boss Abete

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Mariano Abete e il padre Raffaele Abete
Mariano Abete e il padre Raffaele Abete
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NAPOLI – A Scampia torna la paura di una nuova escalation criminale. A quattordici anni dall’assassinio di Raffaele Abete, fratello del boss Arcangelo, ucciso nel 2012 durante la terza faida di Scampia tra gli Scissionisti e i “girati” della Vanella Grassi, un altro componente della famiglia è finito nel mirino di un commando armato. Si tratta del figlio 23enne del ras, Mariano Abete, ferito a colpi di pistola nella serata di lunedì. Il raid è avvenuto poco dopo le 19.30 nella zona dello Chalet Bakù, all’interno dell’isolato T/a di via Federico Fellini. Una zona che, nel corso degli anni, è stata considerata uno dei punti di riferimento della galassia degli Scissionisti.

I sicari sono entrati in azione mentre la zona era ancora frequentata da numerosi residenti. A bordo di un mezzo a due ruote e con il volto coperto, hanno raggiunto il giovane e hanno fatto fuoco. Diversi proiettili hanno colpito Abete agli arti inferiori. Il 23enne è caduto a terra ed è stato immediatamente soccorso, prima di essere trasferito al pronto soccorso dell’ospedale Cardarelli. Le ferite riportate sono serie, ma non sarebbe in pericolo di vita. Il giovane è anche nipote di Arcangelo Abete, detenuto al carcere a vita.

Dopo la sparatoria, nell’area sono arrivati gli agenti della Squadra mobile e del commissariato di Scampia. La zona è stata messa in sicurezza per consentire ai poliziotti di effettuare i rilievi e recuperare i bossoli lasciati sull’asfalto. Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’agguato e individuare i responsabili. Tra le piste investigative considerate con maggiore attenzione c’è quella di un possibile regolamento di conti legato agli equilibri interni della criminalità organizzata della zona. Gli investigatori stanno verificando anche eventuali collegamenti con le recenti dinamiche per il controllo delle piazze di spaccio, nelle quali sarebbe coinvolto il gruppo Raia. Non viene esclusa, inoltre, una possibile relazione con altri episodi violenti avvenuti recentemente nei quartieri della periferia nord.

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