Pio e Sebastiano Esposito hanno scritto una pagina di storia della Nazionale italiana. Contro la Turchia, i due fratelli hanno giocato per la prima volta insieme in una partita ufficiale, diventando un simbolo del nuovo corso azzurro guidato dal C.T. Roberto Mancini.
Un evento che ha riportato alla memoria un precedente vecchio di oltre un secolo. Per ritrovare due fratelli in campo dall’inizio con la maglia dell’Italia bisogna infatti tornare al 1915, ai tempi dei fratelli Cevenini. L’aspetto anagrafico, con Sebastiano di 24 anni e Pio di 21, suggerisce inoltre una potenziale lunga carriera in azzurro per la coppia.
Entrambi hanno impressionato per il contributo tecnico offerto nella vittoria. Pio è risultato decisivo con il suo apporto in zona gol, mentre Sebastiano, al suo debutto assoluto con la Nazionale maggiore, ha mostrato qualità e personalità nelle azioni offensive.
La particolarità della loro storia è che non avevano mai condiviso il campo in un incontro ufficiale. A causa della differenza di età (classe 2002 Sebastiano, 2005 Pio), i loro percorsi nelle giovanili non si sono mai incrociati. Anche da professionisti hanno seguito traiettorie diverse, sfiorandosi soltanto durante un Mondiale per club con la maglia dell’Inter, quando si sono sostituiti a vicenda.
Nonostante la mancanza di precedenti, la loro intesa in campo è apparsa immediata e naturale, come se avessero sempre giocato insieme. Un sogno coronato cantando l’inno nazionale abbracciati prima del fischio d’inizio.
I loro percorsi per arrivare in Nazionale sono stati differenti. Pio, pur essendo più giovane, si era già messo in luce e con la prestazione in Turchia ha raggiunto quota 6 reti in maglia azzurra. Sebastiano ha invece dovuto attendere il suo momento, trovando continuità in Serie A solo nella scorsa stagione con il Cagliari e confermando la sua crescita in questo avvio di campionato con il Sassuolo.
“L’ho fatto esordire perché lo ha meritato”, ha commentato il commissario tecnico Mancini, che ha sempre creduto nel talento dei giovani.
Un parere autorevole è arrivato anche da Andrea Zanchetta, attuale tecnico della Pianese, che ha allenato entrambi i fratelli nel settore giovanile dell’Inter. “Ho allenato tutti e tre, compreso Salvatore”, ha precisato. “Pio aveva una testa incredibile, ma non pensavo potesse diventare un pilastro della Nazionale, anche perché si è sviluppato fisicamente tardi. Vederli insieme in azzurro è una grande soddisfazione”.
Su Sebastiano, Zanchetta ha aggiunto: “Ha più talento di Pio, che è un fenomeno nel proteggere palla. Sebastiano è un attaccante versatile, ma ha un carattere a volte egocentrico. Deve trovare un allenatore che gli dia libertà di creare. Speriamo che entrambi continuino su questa strada”.







