CASTEL VOLTURNO – Novecentottantatré trasporti di rifiuti speciali in due mesi e quasi 26mila tonnellate di fanghi ricevute, a fronte delle 20mila autorizzate. Sono i numeri riportati negli atti dell’inchiesta del Noe sulla Nef srl.
Oltre al presunto traffico illecito, la Procura contesta a nove indagati anche l’inquinamento ambientale per il deterioramento dei terreni agricoli di Cancello ed Arnone. Del reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti rispondono Giovanni, Maria Claudia, Ernesto e Giulio Natale, Giuseppe Pratillo, Francesco Ciccarelli, Salvatore e Nicola Reccia, Giovanni Bovenzo e Umberto Di Girolamo. Secondo gli inquirenti, con ruoli diversi, avrebbero ricevuto, trasportato, ceduto e gestito abusivamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali non pericolosi, perseguendo un ingiusto profitto nell’interesse proprio e della società.
Al centro dell’indagine ci sono fanghi delle industrie conserviere e terre e rocce da scavo. Una parte sarebbe stata stoccata su un’area non autorizzata adiacente all’impianto di Castel Volturno, in comproprietà di Maria Claudia e Giulio Natale. Qui i rifiuti sarebbero stati miscelati impropriamente, senza i trattamenti necessari al recupero, per poi essere scaricati sui fondi agricoli del Casertano. I 983 trasporti di fanghi vengono collocati tra agosto e settembre 2024. Tra i terreni destinatari figurano quelli dei fratelli Reccia a Cancello ed Arnone, sequestrati il 23 settembre e il 3 ottobre dello stesso anno.
Gli atti richiamano inoltre il superamento del limite fissato dalla determinazione dirigenziale del 20 aprile 2023: la Nef avrebbe ricevuto complessivamente 25.997,820 tonnellate di rifiuti fangosi senza disporre, secondo gli investigatori, delle capacità tecniche necessarie a recuperarli correttamente. Un procedimento analogo sarebbe stato utilizzato per le terre e rocce da scavo, mescolate con altri inerti. Il prodotto ottenuto non avrebbe rispettato quanto previsto dal ciclo autorizzato e sarebbe risultato incompatibile con la destinazione prevista.
Da queste operazioni deriva anche l’ipotesi di inquinamento ambientale, che riguarda tutti gli indagati tranne Di Girolamo. Per l’accusa, i ripetuti sversamenti avrebbero provocato un deterioramento significativo del suolo nei fondi dei Reccia tra agosto e settembre 2024. Il presunto traffico illecito copre invece il periodo fino a maggio 2025. Le accuse dovranno essere verificate nel procedimento e tutti gli indagati restano presunti innocenti.









