NAPOLI – Enzo Avitabile riceve il Premio Tenco alla carriera. Il prestigioso riconoscimento arriva a coronamento di un percorso artistico lungo oltre quarant’anni, costruito tra musica napoletana, jazz, soul, funk, world music e tradizione popolare, sempre nel segno di una ricerca capace di mettere in dialogo culture e linguaggi differenti. Una notizia che assume un significato particolare per la Campania e che è stata accolta con le congratulazioni dell’assessore regionale alla Cultura, Onofrio Cutaia.
“Il Premio Tenco alla carriera a Enzo Avitabile rappresenta il riconoscimento meritato a un percorso artistico e umano di altissimo profilo”, afferma Cutaia. E nelle parole dell’assessore c’è già la chiave per leggere un riconoscimento che non riguarda soltanto la straordinaria carriera di un musicista, ma anche il valore culturale di una ricerca che ha fatto della contaminazione e dell’incontro la propria cifra distintiva. “In tempi complessi come quelli che viviamo – aggiunge Cutaia – è un segnale fondamentale rendere onore a un maestro che ha fatto del dialogo tra le culture e i suoni di tutto il mondo la cifra distintiva della propria esistenza”. Un dialogo che Avitabile ha costruito nel corso degli anni partendo da Napoli e dalla Campania, dalle loro lingue, dai loro ritmi e dalla loro tradizione, per arrivare a confrontarsi con musicisti e culture di ogni parte del mondo. “Enzo non è soltanto un grande musicista capace di unire tradizioni lontane, ma è un uomo di immensa profondità, che porta la sua terra e la sua umanità in ogni nota”, sottolinea ancora Cutaia. Un ritratto che racconta bene il percorso di un artista che non ha mai considerato le proprie radici come un limite, ma come il punto di partenza per una ricerca aperta e universale.
Nato a Napoli nel 1955, Avitabile si è formato musicalmente al Conservatorio di San Pietro a Majella e ha iniziato giovanissimo a suonare. Il sassofono è diventato uno degli strumenti attraverso i quali ha costruito un linguaggio personale, ma la sua attività non si è mai limitata a un solo genere o a una sola forma musicale. Nel corso della sua carriera ha attraversato il jazz, il soul, il funk, il blues, la canzone d’autore e la musica popolare, fino a diventare uno dei più importanti interpreti italiani della world music. Il suo percorso è stato segnato da incontri con alcuni dei grandi protagonisti della musica internazionale. Da James Brown a Tina Turner, da Randy Crawford a Bob Geldof, da Khaled a Manu Dibango, fino alle numerose collaborazioni con artisti italiani e musicisti provenienti da tradizioni lontane, Avitabile ha costruito una rete di relazioni artistiche che ha progressivamente allargato i confini della sua musica.
Ma la dimensione internazionale non ha mai significato per lui l’abbandono delle proprie radici. È avvenuto esattamente il contrario. Più il suo linguaggio si apriva al mondo, più diventava evidente il legame con Napoli e con la Campania. La lingua napoletana, i ritmi della tradizione, le percussioni e i suoni della cultura popolare sono diventati elementi centrali di una ricerca nella quale il passato viene continuamente riportato nel presente. Uno dei simboli più forti di questo percorso è rappresentato dalla collaborazione con i Bottari di Portico, che Avitabile ha contribuito a far conoscere anche oltre i confini regionali e nazionali. Botti, tini e falci diventano strumenti musicali, mentre la tradizione popolare campana entra in una costruzione sonora contemporanea, capace di dialogare con il funk, il jazz, la musica africana e le altre esperienze della world music.









