Dal ritiro della Nazionale a Coverciano, a pochi giorni dalla cruciale trasferta in Nations League, il centrocampista Nicolò Fagioli ha concesso un’intervista ai microfoni di Rai Sport, tracciando un bilancio del suo percorso e guardando alle sfide future. Le sue parole rivelano un atleta in piena evoluzione, consapevole dei propri mezzi e delle responsabilità che comporta vestire la maglia azzurra.
L’ostacolo imminente è di quelli che fanno tremare i polsi: la Francia. “Affrontare la Francia piena di campioni e con una leggenda come Zidane in panchina sarà un’emozione indescrivibile”, ha confessato il giocatore della Fiorentina. Ha poi aggiunto: “Sarà una bella sfida per tutti noi, ci metterà alla prova, perché poi in campo devi dimostrare di essere meglio degli altri”. Questa partita non rappresenta solo un impegno di calendario, ma un vero e proprio banco di prova per misurare il valore e la tenuta mentale del gruppo Italia di fronte a un avversario di caratura mondiale.
La convocazione stessa è stata una sorpresa gradita. “Non mi aspettavo questa chiamata, ma ci speravo tanto”, ha ammesso il classe 2001, sottolineando l’importanza della recente vittoria ottenuta contro il Belgio. Quel successo è stato fondamentale “sia per la classifica che per una questione di fiducia”, specialmente dopo una prestazione non brillante, sebbene caratterizzata da una reazione positiva nel secondo tempo.
Ma l’orizzonte dei sogni si spinge ben oltre la Nations League. “Qual è il mio sogno? Andare al Mondiale con l’Italia, è il mio sogno più grande”, ha dichiarato con fermezza. Questa ambizione è il motore della sua crescita, un processo di maturazione che ha descritto con grande lucidità: “Sono molto maturato, più sicuro di me stesso, più sfacciato su certe cose e più cattivo su altre”. Un’evoluzione che non rinnega la sua natura, come ha precisato: “Considero sempre la fragilità un valore, essendo un ragazzo molto sensibile”. La consapevolezza dei propri limiti è stata la chiave per superarli: “Sapevo che dovevo migliorare in alcuni aspetti e ci sono riuscito, adesso sono fiducioso di poter fare bene”.
Infine, Fagioli ha mostrato grande spirito di squadra e solidarietà, prendendo le difese del compagno Alessandro Romano, finito nel mirino delle critiche dopo l’esordio con il Belgio. “I social ti portano alle stelle avendo fatto poco e ti spingono in basso appena sbagli”, ha commentato con amarezza, analizzando la volatilità del giudizio mediatico.
Ha poi minimizzato l’errore del compagno: “Per Romano si è trattato di un semplice passaggio sbagliato nella metà campo avversaria, poi per sfortuna è nato il goal. Sono cose che capitano e ne capiteranno miliardi”. Con parole da leader, ha protetto il giovane collega, ricordandone il valore umano e tecnico. “Lui è giovanissimo, migliorerà anche se è già forte. Ed è un bravissimo ragazzo, che è ciò che più conta. Non deve preoccuparsi, la squadra è tutta con lui. Quel che accade fuori non possiamo gestirlo noi, però non è importante”. Un messaggio forte e chiaro che cementa l’unione all’interno dello spogliatoio azzurro.







