La Premier League e il Manchester City hanno iniziato una complessa battaglia legale. La commissione indipendente chiamata a esprimersi sulle 115 presunte violazioni delle norme sul Fair Play Finanziario, relative al periodo 2009-2018, non emetterà un verdetto prima di gennaio 2027.
Le accuse rivolte ai vertici del club sono state definite precise, circostanziate e di estrema gravità. Si contesta di aver compromesso la regolarità di diversi campionati, falsando le regole del gioco e gettando discredito sull’immagine dell’intera lega. Tra le contestazioni figurano presunte sponsorizzazioni gonfiate per oltre un miliardo di euro e il pagamento degli stipendi dei tesserati attraverso società terze riconducibili alla proprietà.
Di riflesso, la vicenda ha coinvolto le altre società del massimo campionato inglese, che hanno avviato una mobilitazione mediatica per esercitare una notevole pressione sulle massime cariche. Secondo il quotidiano The Guardian, esponenti di diversi team hanno fatto trapelare la loro posizione. Il sentimento comune è che una retrocessione per una sola stagione in Championship, ottenuta tramite una pesante penalizzazione, non sarebbe giudicata una punizione sufficiente.
La gravità delle contestazioni, incluso il prolungato lavoro di ostacolo alle indagini, ha minato la credibilità del sistema, aprendo a scenari senza precedenti. Tra le ipotesi si è parlato della sottrazione dei titoli conquistati e persino dell’esclusione dal campionato. Tale provvedimento disciplinare, tuttavia, comporterebbe notevoli problematiche statutarie, poiché una cacciata dalla Premier League richiederebbe il voto favorevole di almeno tre quarti delle squadre partecipanti.
In seguito, spetterebbe alla EFL, l’ente che governa Championship, League One e League Two, decidere da quale competizione far ripartire la squadra. I legali del club avranno tempo fino al 2 ottobre per presentare la memoria difensiva, che sarà poi dibattuta in tribunale entro dodici settimane. La commissione disciplinare avrà poi altri trenta giorni per raggiungere un pronunciamento.
Se le tempistiche fossero rispettate, una prima sentenza sarebbe attesa entro gennaio 2027, momento in cui potrebbero essere applicate le misure punitive. Il club avrà ovviamente diritto di appellarsi. Non è da escludere che la strategia difensiva punti ad allungare i tempi, contestando un vizio formale: i nuovi regolamenti sarebbero entrati in vigore solo di recente, mentre si indaga su fatti per cui i primi riscontri risalgono a otto anni fa.





