L’amministratore delegato della Juventus, Giovanni Carnevali, è intervenuto durante il panel “La Juventus nel destino” al Festival dello Sport, facendo chiarezza su diverse questioni. In primo luogo, ha smentito con decisione le recenti indiscrezioni su un possibile futuro da presidente per la bandiera Alessandro Del Piero.
“In questi momenti capisco cosa significhi essere alla Juventus. Esce un nome da uno qualsiasi e tutti ne parlano, ma non c’è niente di vero”, ha dichiarato l’AD. “Io non ho i social e non mi interessano, so quello che devo fare e per me non esiste nulla, la notizia è priva di fondamento”.
Sul fronte del calciomercato estivo, Carnevali ha delineato una strategia che non contempla necessariamente una “cessione illustre” a luglio. L’obiettivo primario è costruire una squadra competitiva, pur operando nel pieno rispetto dei limiti finanziari imposti.
“Vogliamo una rosa competitiva, ma sappiamo di avere dei limiti che dobbiamo rispettare. Vedremo come si evolverà il mercato”, ha spiegato. “Abbiamo diversi ragazzi dati in prestito con possibilità di riscatto da parte di altri club. Magari può bastare quello per finanziare le operazioni. Per adesso siamo concentrati a fare risultati”.
Spazio anche per un commento sul rapporto con il presidente dell’Inter Beppe Marotta, suo ex collega. Carnevali ha confermato l’amicizia che li lega, ma ha anche ribadito la forte e sana rivalità sportiva, definendo le passate trattative con lui “massacranti”.
“Con Marotta c’è un rapporto di amicizia che non si cancella. Lui oggi rappresenta un club campione d’Italia, l’Inter, ma io sono alla Juve e c’è grande antagonismo”, ha affermato. “Ognuno lavora per sé: io voglio che la Juve vinca e lui che vinca l’Inter. Resta uno dei più grandi dirigenti in circolazione”.
Infine, l’intervento si è concluso con un potente richiamo alla filosofia storica del club, quella incarnata da Giampiero Boniperti. L’obiettivo non può essere il semplice piazzamento, ma la vittoria come unico traguardo possibile per una società come la Juventus.
“Alla Juve devi vincere. Poi devi capire in che modo puoi riuscirci: con il lavoro e la stabilità, cercando di non fare cambiamenti ogni anno. Oggi si bada spesso ad arrivare al quarto o al terzo posto perché il calcio è visto più come un business, ma in un grande club tu devi vincere. Torno a quello che ha detto Boniperti: ‘Quello che conta è vincere'”.



