Fognini si racconta: “Il carattere mi ha penalizzato”

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Sport tennis
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Fabio Fognini ha ripercorso la sua carriera in un incontro pubblico, analizzando con lucidità i momenti chiave di un percorso segnato da talento e intemperanze. L’ex tennista ha ammesso di avere rimpianti, legati soprattutto alla gestione del suo carattere.

“A penalizzarmi è stato il carattere, lo sanno tutti e lo dico ora: avrei avuto bisogno di uno psicologo che mi aiutasse a gestire meglio certe situazioni”, ha dichiarato Fognini, riavvolgendo il nastro dei suoi anni nel circuito professionistico.

L’incontro, moderato dal vicedirettore vicario della Gazzetta dello Sport Gianni Valenti, si è aperto con un ricordo della telecronista Elena Pero, voce che ha accompagnato a lungo la carriera del tennista ligure. È stato poi celebrato il suo traguardo di numero 9 al mondo nel 2019, anno della memorabile vittoria a Montecarlo, da lui definita “il mio torneo perfetto, cominciato male e finito in trionfo”. Fognini è stato l’unico italiano a raggiungere la Top 10 ATP sia in singolare che in doppio, insieme a Simone Bolelli, in un’epoca in cui l’attuale generazione di campioni italiani non era ancora emersa.

Riguardo agli avversari storici, ha parlato di Rafael Nadal con un misto di rispetto e orgoglio: “Nadal ti batteva ancora prima di scendere in campo, io ho avuto la fortuna di batterlo più volte e vale come una medaglia”. Ha poi identificato in David Ferrer la sua vera “bestia nera”, un avversario contro cui non è mai riuscito a imporsi.

L’analisi si è spostata sui protagonisti del tennis attuale. “Ci sono due fenomeni, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, poi gli altri, distanziati”, ha affermato Fognini. Dell’italiano ha ammirato la dedizione, dello spagnolo il talento. Ha indicato in Lorenzo Musetti il giocatore che più può avvicinarsi ai due, pur sottolineando come il suo grande talento possa a volte ritorcersi contro di lui. Ha inoltre elogiato il servizio di Alexander Zverev e i dritti di Alcaraz, Sinner e Matteo Berrettini.

L’addio al tennis, ha spiegato, è stata una decisione maturata nel tempo e influenzata da difficoltà fisiche. “Negli ultimi cinque anni ho avuto tanti infortuni e sono sceso nel ranking. Dopo la sconfitta contro Alcaraz a Wimbledon mi sono preso una settimana per pensare e ho capito che era il momento giusto per smettere”, ha raccontato.

Oggi la sua vita è dedicata alla famiglia e a nuovi progetti professionali. Ha fondato la sua agenzia di management, la “Back to Next Management”, che segue anche Flavio Cobolli, un talento che secondo Fognini gli somiglia per temperamento.

L’evento si è concluso con un divertente scambio a distanza con l’arbitro Pascal. In un videomessaggio, il giudice di sedia ha ribadito che una palla contestata a Wimbledon era fuori, svelando poi: “Sei stato il mio tennista preferito”. La replica di Fognini, tra le risate del pubblico, è stata ferma: “Era dentro”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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