Filippo Inzaghi ha aperto il libro dei ricordi, ripercorrendo uno dei periodi più significativi della sua carriera: quello trascorso alla Juventus dal 1997 al 2001. In una recente intervista, l’attuale allenatore si è soffermato sulla straordinaria intesa avuta con uno dei più grandi talenti della storia del calcio, Zinedine Zidane.
“Posso dire di avere avuto l’enorme fortuna di giocare con uno come Zizou”, ha dichiarato Inzaghi. Per un attaccante che viveva per il movimento in profondità, sapere di avere alle spalle un compagno con la sua visione di gioco era un privilegio assoluto. Spesso bastava un attimo, un movimento accennato, e lui aveva già capito dove sarebbe finito il pallone, servendoti sempre nel modo migliore.
La sua forza più grande era una qualità tecnica sopraffina, ma ciò che colpiva maggiormente era la naturalezza disarmante con cui faceva sembrare semplici anche le giocate più difficili. Secondo Inzaghi, era proprio questa capacità di rendere tutto così fluido ed elegante ad aver preannunciato il suo futuro da grande allenatore. “Non mi sono mai stupito nel vederlo vincere tanto anche dalla panchina”, ha commentato.
Per far comprendere il valore di certi compagni di squadra, l’ex bomber ha aggiunto: “Zizou è stato un grandissimo compagno, così come lo è stato Kakà negli anni successivi. Per chi di mestiere fa l’attaccante, avere talenti del genere al proprio fianco è una vera manna dal cielo. Per questo ribadisco la fortuna che ho avuto nell’incontrarlo”.
Quando gli è stato chiesto di scegliere un momento emblematico di quella partnership, il ricordo è volato a una notte europea indimenticabile. “Se penso a una partita specifica, la mente mi riporta immediatamente a una serata davvero speciale, in Champions League. Era il 1998 e giocavamo a Kiev contro la Dinamo”.
Il contesto era teso: la partita di andata a Torino si era conclusa con un pareggio per 1-1, quindi la Juventus era chiamata a vincere in Ucraina per passare il turno. La pressione era alta, ma fu proprio in quella partita che la connessione tra i due campioni raggiunse il suo apice.
“Sul primo gol, Zidane mi mise davanti alla porta con uno di quei palloni che soltanto lui era in grado di pensare e disegnare”, ha raccontato Inzaghi. “Anche il secondo gol, segnato di testa, è nato da un suo calcio d’angolo battuto alla perfezione”. Quella sera Inzaghi realizzò una tripletta memorabile e la Juventus stravinse per 4-1, ipotecando la qualificazione.
“Quella notte a Kiev racconta molto bene, forse meglio di qualsiasi altra partita, che cosa significasse davvero giocare con un fuoriclasse come Zidane”, ha concluso. Un ricordo che fotografa la sintesi perfetta di un’intesa magica tra due campioni.









