Portico, la vittima la riconosce in foto, poi esclude che fosse lei: Anna Russo torna libera dopo l’arresto

L’auto noleggiata a suo nome l’aveva portata in carcere. La difesa aveva contestato il riconoscimento e presentato elementi a sostegno dell’alibi. Riascoltata, la vittima ha cambiato versione.

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PORTICO DI CASERTA – Un’auto noleggiata a suo nome, una fotografia mostrata alla vittima e un riconoscimento contestato dalla difesa fin dall’inizio. Poi la svolta: la stessa donna che aveva indicato Anna Russo come una delle responsabili ha dichiarato di non riconoscerla. Nel mezzo, l’arresto e il trasferimento nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, nonostante un alibi che, secondo il suo difensore, l’avvocato Gaetano D’Orso, la collocava altrove.

L’arresto della donna di Portico di Caserta e l’episodio nel Teramano

Russo era stata arrestata la scorsa settimana su disposizione del gip del tribunale di Teramo, con le accuse di tentata truffa, sequestro di persona e lesioni per un episodio avvenuto il 9 luglio.

Secondo la prima ricostruzione della Procura, sarebbe stata lei a presentarsi a casa della vittima, in provincia di Teramo, per ritirare oro del valore di circa 70mila euro nell’ambito di un raggiro. Al momento della consegna, però, la proprietaria avrebbe intuito che qualcosa non andava e cercato di tirarsi indietro. A quel punto, stando al racconto raccolto dagli investigatori, una donna e un uomo l’avrebbero costretta a salire in macchina e aggredita, facendola scendere a diversi chilometri di distanza. La polizia l’aveva poi ritrovata in stato di choc.

L’auto noleggiata e il riconoscimento contestato

Gli accertamenti sull’auto avevano portato a Russo, che aveva noleggiato il veicolo nell’ambito della propria attività: la donna prende vetture da grandi società di autonoleggio per poi concederle a sua volta a terzi. Quando gli investigatori avevano mostrato la sua fotografia alla vittima, quest’ultima l’aveva riconosciuta. Un’indicazione contestata dall’avvocato D’Orso anche per la descrizione iniziale: la responsabile era stata descritta come una ragazza dalla carnagione chiara e con le lentiggini, caratteristiche che, secondo il difensore, non corrispondono alla sua assistita.

La vittima cambia versione, Russo torna libera

Durante l’interrogatorio preventivo del 22 settembre, D’Orso aveva inoltre presentato elementi per dimostrare che il giorno dei fatti Russo si trovava a Caserta. Il gip aveva comunque disposto la misura cautelare. Il legale ha quindi chiesto alla Procura di risentire la vittima. Nel nuovo confronto, la donna ha escluso che Russo fosse la persona coinvolta nell’episodio, smentendo il precedente riconoscimento.

Una svolta che mette in discussione uno degli elementi centrali dell’accusa e riporta al centro l’alibi sostenuto dalla difesa. Dopo il nuovo confronto, Anna Russo è tornata in libertà.

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