Atalanta, Giuntoli: così abbiamo preso Franck Kessié

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Cronache Mercato
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Il direttore dell’area tecnica dell’Atalanta, Cristiano Giuntoli, è stato uno dei protagonisti al Festival dello Sport di Trento. Dal palco dell’evento, il dirigente ha svelato i retroscena e le strategie che hanno caratterizzato una sessione di calciomercato intensa per il club bergamasco.

L’operazione più attesa, quella che ha portato Franck Kessié a vestire nuovamente la maglia nerazzurra, è nata da un’intuizione. Giuntoli ha raccontato con una metafora marina come ha anticipato la forte concorrenza: “Facendo il surfista durante il mercato avevo capito che ci potesse essere qualche problemino di tempo per la Juventus. Lui aveva dato subito la sua apertura”. La trattativa si è sviluppata e conclusa in tempi record, facilitata dal solido rapporto di fiducia tra il giocatore e l’amministratore delegato Luca Percassi. “Si è aperta un’opportunità in poco tempo e siamo stati bravi e fortunati a chiudere velocemente”, ha spiegato, sottolineando la prontezza del club nel cogliere l’attimo.

La riservatezza si è confermata un’arma fondamentale, come dimostra l’operazione che ha portato a Elmas. “Non accade più nel calcio di oggi, ma sono stati bravi il ragazzo, il suo entourage e il club a mantenere il silenzio assoluto per 4-5 giorni”, ha evidenziato il direttore tecnico, rimarcando l’eccezionalità di una trattativa tenuta lontana dai riflettori mediatici.

Ogni acquisto è stato il frutto di una valutazione precisa e mirata. Riguardo a Rasmus Kristensen, Giuntoli ha descritto le sue qualità come ideali per il nuovo sistema di gioco: “Ha una grande fisicità, è veloce nonostante la mole e possiede una buona tecnica. Ci aiuta molto nell’uscita da dietro”. L’investimento è stato significativo, ma funzionale al progetto tattico che prevede una difesa a quattro. “È stata un’operazione costosa, ringrazio la società, ma con un salario gestibile”, ha precisato il dirigente.

Anche la volontà dei singoli si è rivelata decisiva. L’arrivo di Emile Smith Rowe è stato un esempio della determinazione del giocatore a sposare il progetto atalantino, un fattore che ha permesso di superare le resistenze del suo precedente club. “Poteva rappresentare il profilo perfetto per il nostro 4-3-3 e ha avuto una grande volontà di venire qui”, ha rivelato Giuntoli.

Il direttore tecnico ha poi speso parole di grande stima per Gianluca Gaetano, un giocatore che conosce da anni e che ritiene pronto per il grande salto: “Per me può puntare alla Nazionale”. Infine, ha riassunto la filosofia del club sul mercato con l’esempio del mancato arrivo di Juan Cabal: “Un calciatore interessante, ma se l’operazione si fa a certe condizioni bene, altrimenti no. Siamo stati molto fermi sulle nostre decisioni, non siamo in balia di altri”.

Il punto finale ha riguardato la situazione dell’infermeria. Giuntoli ha confermato che per il rientro di Isak Hien e Odilon Kossounou si dovrà attendere la sosta per le nazionali di novembre. Notizie più confortanti sono arrivate per Emmanuel Sulemana, il cui recupero è quasi completato e che tornerà disponibile nel giro di una settimana. Per Giacomo Raspadori, infine, si è trattato di un problema di lieve entità: “Ha poca roba, penso salterà una partita al massimo”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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