Milan, Liberali spiega l’addio: ‘Giusto un passo indietro’

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Mattia Liberali, uno dei talenti più attesi del calcio italiano, ha raccontato il suo percorso e le sue ambizioni dal ritiro della Nazionale Under 21. Il giovane fantasista, oggi al Como dopo essere cresciuto nel settore giovanile del Milan, ha spiegato in un’intervista i motivi che lo hanno portato a lasciare il club rossonero, una scelta ponderata per la sua crescita professionale.

“Il Milan è stata la squadra che mi ha cresciuto fin da bambino e per questo sarò sempre devoto a loro”, ha dichiarato. “Tuttavia, nel calcio le strade a volte si dividono. In quel momento ho ritenuto che la scelta giusta per me fosse fare un passo indietro, magari andando in una categoria inferiore per trovare più spazio e giocare con continuità”.

Il suo percorso lo ha portato prima a Catanzaro, dove ha lavorato con Alberto Aquilani, un’esperienza che considera formativa. “Devo ringraziare mister Aquilani perché mi ha aspettato, e per un giovane questo è fondamentale”, ha sottolineato Liberali. La sua versatilità è uno dei suoi punti di forza: “Il mio ruolo naturale è dietro la punta, ma posso agire anche da esterno per accentrarmi, come ho fatto a Catanzaro. Nel calcio di oggi saper ricoprire più posizioni è un valore aggiunto”.

Il trequartista ha le idee chiare anche sui suoi margini di miglioramento e sulle sue qualità. “Penso che la maturità di un giocatore stia nel riconoscere quando fare più tocchi e quando giocare velocemente. Devo migliorare l’attacco alla profondità e l’intensità in fase difensiva, ma credo che la mia dote migliore sia vedere la giocata prima degli altri”.

Gli esempi da seguire non mancano, sia del passato che del presente. “Francesco Totti è uno dei miei idoli da bambino, un altro era il Paulo Dybala dei tempi della Juventus”. Ora, però, i modelli li ha in casa, al Como. “Guardo con attenzione Nico Paz e Martin Baturina. In allenamento con Nico ci troviamo bene, ma in generale ci divertiamo con tutto il gruppo”.

Riguardo ai paragoni con altri talenti emergenti come Lamine Yamal, Liberali mantiene i piedi per terra. “Lui ha già vinto tantissimo, non ha senso fare confronti. Ognuno ha bisogno dei propri tempi e io ho ancora molta strada da fare”.

L’ambizione resta alta, sia con il club che con la Nazionale. “Vestire la maglia azzurra è sempre un onore, ma è ovvio che anche l’inno della Champions League è qualcosa che sogni di cantare dal vivo fin da piccolo”. Per il campionato con il Como, l’obiettivo è chiaro: “Per me la vittoria è partita per partita. Se una squadra ha una propria identità e la porta avanti, i risultati arrivano. Se ne vinci tante, poi è più facile puntare a qualcosa di grande”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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