Sucu: “Cerco partner per il Genoa, non sono un cowboy”

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Cronache sport calcio
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Il presidente del Genoa, Dan Sucu, ha delineato i suoi piani per il futuro del club, aprendo alla possibilità di nuovi ingressi in società. L’imprenditore, che detiene anche il 90% del Rapid Bucarest, ha spiegato di non avere intenzione di vendere il club ligure, ma di essere alla costante ricerca di partner per rafforzarlo.

“Ho sempre detto che sono aperto a trovare nuovi partner”, ha affermato Sucu, sottolineando come il suo interesse personale non sia mai stato messo davanti a quello della società. L’obiettivo è costruire un futuro più luminoso, nonostante le difficoltà iniziali. “Non sono un cowboy che si muove da solo. Tanti gruppi acquistano società per poi rivenderle: non è il mio caso”.

Una delle maggiori sfide affrontate dal suo insediamento è stata la situazione giuridica ereditata. “Ho vissuto più battaglie legali in pochi mesi di Genoa che in 30 anni di carriera”, ha rivelato il presidente. Questo ha comportato un notevole dispendio di tempo ed energie, distogliendo l’attenzione dagli investimenti. “Gli affari non si fanno in tribunale. Ma ho già parlato con tanti potenziali nuovi investitori”.

Sul fronte sportivo, Sucu ha commentato l’avvio di stagione al di sotto delle aspettative. Nonostante il penultimo posto in classifica, ha ribadito piena fiducia nella squadra e nello staff tecnico. “Abbiamo fatto investimenti importanti e l’obiettivo è una posizione più ambiziosa. La squadra ha esperienza, ci sono nove nazionali e un allenatore campione del mondo che gode della fiducia di tutti”.

Il proprietario del Grifone ha preferito non entrare nel merito delle discussioni tecniche, delegandole a figure più preparate, e ha confermato il suo ruolo focalizzato sugli investimenti e sulla stabilità societaria. Ha anche evitato di considerare l’ipotesi di una retrocessione, definendola un pensiero che “porta sfortuna”.

Durante l’intervista, Sucu ha anche affrontato questioni personali, come le accuse ricevute in passato di essere stato una spia durante il regime di Ceausescu in Romania. “La commissione preposta ha chiarito che mai sono stato collaboratore del regime”, ha precisato, definendo l’insinuazione “molto dolorosa”. Ha spiegato che tali attacchi sono spesso rivolti a chi ricopre cariche importanti come la sua presidenza della Confindustria romena.

Infine, ha svelato un retroscena di mercato legato al suo club rumeno: “Ho provato a portare Cristian Chivu come allenatore al Rapid. Mi piace molto perché è una persona profonda, seria e preparata. Lo contattai ancora prima che passasse da Parma, quando aveva allenato solo a livello giovanile”.

Facendo un bilancio della sua esperienza alla guida del Genoa, il presidente si è assegnato un voto. “Sono sempre il primo critico di me stesso: si può fare meglio, ma se dovessi darmi un voto fin qui direi 7”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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