Ex capo ultras Inter: le rivelazioni sull’arsenale

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Cronache sport calcio
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Mario Beretta, ex capo ultras dell’Inter e ora collaboratore di giustizia, ha fornito rivelazioni dettagliate su un arsenale a disposizione del suo gruppo. Le sue dichiarazioni, rese nell’ambito della collaborazione con le istituzioni, hanno aperto un nuovo capitolo sulle attività criminali legate alla Curva Nord, andando oltre il controllo del tifo e gli omicidi di Vittorio Boiocchi e Antonio Bellocco.

Beretta, che ha ricevuto una condanna a 10 anni per l’omicidio di Bellocco e per associazione a delinquere con aggravante mafiosa, ha svelato come il gruppo si rifornisse di armi da guerra e attrezzature. Le sue parole hanno avuto una conseguenza diretta: hanno portato all’arresto del presunto fornitore, il quarantanovenne Ivan Bittolo.

I fatti descritti risalgono all’estate del 2024. In quel periodo, la tensione per il controllo della curva interista tra Beretta, lo stesso Bellocco e un altro esponente, Marco Ferdico, aveva raggiunto livelli critici. Beretta, temendo per la propria vita, ha raccontato di essersi attivato per proteggersi, procurando armi attraverso un canale insospettabile.

Il contatto era Ivan Bittolo, un conoscente che gestiva un ristorante a Cassina de’ Pecchi. Beretta ha spiegato ai magistrati la normalità con cui avvenivano le trattative. “Magari andavo a mangiare durante la pausa di lavoro, lui mi diceva quello che c’aveva… mi diceva: ‘Guarda che c’ho questa roba qua, ti può interessare?'”, ha messo a verbale l’ex ultras. La consegna materiale sarebbe poi stata effettuata da un’altra persona.

L’arsenale descritto era impressionante e comprendeva quattro fucili di provenienza furtiva, una pistola, un Kalashnikov, un fucile a pompa e una mitraglietta Uzi. Oltre alle armi da fuoco, il gruppo disponeva anche di tre granate, centinaia di proiettili, pettorine della Polizia, un lampeggiante, una paletta segnaletica, puntatori laser e giubbotti antiproiettili.

Le accuse di Beretta sono state corroborate anche da Marco Ferdico, ex frontman della Curva Nord e a sua volta divenuto collaboratore di giustizia, condannato a 8 anni nell’inchiesta “Doppia Curva”. Ferdico ha descritto Bittolo come “un trafficone, uno spacciatore, ovviamente calabrese, vicino alle cosche”. Ha poi aggiunto: “Se avevi bisogno di un’arma, gliela potevi chiedere. Ha sempre vantato questa sua appartenenza alle ‘ndrine calabresi di Capo Rizzuto”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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