Italia, Bastoni a segno: la fiducia è la nuova via

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Cronache Mercato
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“Siamo all’inizio di un percorso e servirà grande pazienza, perché arriveranno ancora momenti duri”. Le parole di Alessandro Bastoni, pronunciate prima della sfida con la Francia, hanno suonato come una lucida dichiarazione d’intenti. Poche ore dopo, il difensore ha firmato il gol del pareggio, dimostrando come il campo possa dare ragione a una visione chiara.

Il punto centrale della nuova filosofia azzurra è proprio questo: smettere di piangersi addosso. Il calcio italiano ha spesso coltivato una predisposizione quasi estetica al lamento, celebrando la sconfitta onorevole e vivendo nella nostalgia dei campioni passati. Questo atteggiamento, a volte scambiato per lucidità, rischia di diventare una profezia che si autoavvera. Chi si racconta come fragile finisce per giocare in modo fragile, perché la paura, prima che un limite tecnico, è una questione di narrazione.

Roberto Mancini ne è consapevole, e la sua scelta di ripartire da qui è tutt’altro che ingenua. In assenza di fuoriclasse capaci di risolvere le partite da soli e senza una bacchetta magica per cambiare le cose in un istante, il commissario tecnico ha deciso di investire sull’unica risorsa che si può costruire rapidamente e senza costi: la fiducia che il gruppo ha in se stesso. Non si tratta di una strategia di ripiego, ma di una scelta di senso, forse l’unica percorribile in questo momento storico.

Del resto, è un sentiero che l’allenatore ha già battuto con successo. Nell’estate del 2021, l’Italia ha vinto l’Europeo senza che nessuno, alla vigilia, la considerasse tra le favorite. Chi ha visto il docu-film “Sogno Azzurro – La strada per Wembley” ricorderà come il tema della consapevolezza della propria forza fosse un ritornello costante nei discorsi di Mancini alla squadra. Quel messaggio non era un semplice contorno, ma le fondamenta su cui è stato costruito il trionfo. Il ct non ha mai preteso che l’autostima sostituisse il talento, ma che ne liberasse il pieno potenziale, allontanando la paura.

La stessa ricetta si è rivista contro la Francia. Di fronte a un avversario con maggiore qualità e possesso palla, gli Azzurri non hanno recitato la parte delle vittime designate. Hanno tenuto la barra dritta anche quando la partita si è fatta difficile, hanno saputo soffrire senza smarrirsi e, al primo errore dei rivali, hanno colpito senza esitazione. L’Italia ha ottenuto un pareggio, ma ciò che conta di più è il modo in cui lo ha fatto: con la schiena dritta e la mentalità di chi non si sente un semplice ospite.

Sarebbe un errore, tuttavia, scambiare un buon indizio per una prova definitiva. L’autostima è un moltiplicatore, non un addendo: il suo valore dipende dalla base a cui si applica. Lo stesso Bastoni ha avvertito con onestà che arriveranno altri momenti difficili. Sarà in quelle occasioni che si capirà se la fiducia è una convinzione radicata o una semplice ebbrezza passeggera.

Non è dato sapere se questa strategia basterà. Tuttavia, una Nazionale che inizia a riconoscere i propri meriti, senza smettere di analizzare i propri limiti, ha imboccato una strada più seria di quanto possa apparire. È già un passo importante. In un Paese che ha fatto del lamento quasi una seconda lingua, questo è forse l’inizio di un nuovo modo di comunicare e, soprattutto, di credere.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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