Wesley Sneijder ha ripercorso la sua carriera durante un incontro al Festival dello Sport di Trento. L’ex fantasista olandese ha condiviso ricordi ed emozioni, a partire dalla sua avventura con l’Inter e la conquista del Triplete. “Mourinho mi ha chiamato dicendomi che ero l’anello mancante per vincere tutto”, ha raccontato. “Dopo aver battuto il Milan 4-0 al mio arrivo, ho capito che aveva ragione”.
I ricordi sono partiti dagli esordi all’Ajax, club a cui ha detto di dovere tutto. In quel gruppo militava un giovane Cristian Chivu, già leader. “A Christian voglio bene, ci conosciamo da sempre”, ha affermato l’olandese, commentando un videomessaggio dell’ex compagno.
Lo spogliatoio dell’Inter del 2010 era “un gruppo di matti”, ma vincente. Sneijder ha descritto Javier Zanetti come un professionista esemplare: “Era il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Noi ogni tanto ci fermavamo a bere, lui mai. Solo acqua. Una volta si è ubriacato con la Coca-Cola dopo una vittoria”.
Il culmine è stato la notte di Madrid, con la vittoria della Champions League contro il Bayern Monaco. “Eravamo sicuri di vincere, merito di Mourinho”, ha spiegato Sneijder. “Sapevo che avremmo vinto, andava solo stabilito di quanto”. L’addio del tecnico portoghese quella stessa sera, però, non era previsto. “È davvero lo Special One, soprattutto a livello mentale. Non è un caso se ancora oggi è al top”.
A testimonianza della gestione di Mourinho, ha citato un episodio riguardante Maicon. “Venne squalificato per due giornate. Un altro allenatore lo avrebbe sgridato, lui invece l’ha mandato in Brasile per due settimane. È tornato più carico di prima e non l’ha mai deluso”.
Dopo la partenza del tecnico, l’atmosfera è cambiata. “Con Eto’o ci siamo resi conto che qualcosa si era rotto. Non era più lo stesso”, ha ammesso. Il suo addio all’Inter è arrivato un paio di stagioni dopo: “Hanno deciso di tagliarmi lo stipendio e non c’erano più le condizioni per continuare”.
Sneijder ha anche parlato della delusione per il Mondiale 2010, perso in finale contro la Spagna. “Maledetta la spalla di Casillas, senza quella parata avremmo vinto noi”. Del mancato Pallone d’Oro ha invece detto: “Non mi interessa, mi basta aver vinto la Champions con l’Inter e conquistato un Triplete storico”.
Il periodo successivo al ritiro è stato particolarmente difficile. “Quando ho smesso ho dovuto affrontare tanti momenti complicati. Ho perso i miei genitori in poco tempo, prima mia madre e poi mio padre. È stato un momento duro, sono ingrassato e stavo male”. Ha spiegato di essersi dedicato alla famiglia per tre anni.
Ora sta cercando di riprendersi, pur consapevole del dolore. Ha scelto di non rientrare nel mondo del calcio e si dedica ad altre attività, tra cui la partecipazione a un reality show olandese, “Football Island”, insieme ad altri ex calciatori.






