La sosta per le nazionali è terminata e per il Milan è tempo di tornare a concentrarsi sul campo. La squadra si prepara a un vero e proprio tour de force, con nove partite in programma in soli 28 giorni tra Serie A ed Europa League. Il calendario prevede sfide impegnative contro Sassuolo, Salisburgo, Atalanta, Bournemouth, Udinese, Bologna, Inter, Ferencvaros e Genoa.
In vista di questo ciclo intenso, l’allenatore Ruben Amorim ha parlato a SportMediaset, toccando diversi temi cruciali. Il tecnico portoghese ha chiarito che avrà a disposizione l’intera rosa entro mercoledì e ha delineato le sue strategie per le prossime settimane.
Uno degli argomenti principali ha riguardato la gestione delle rotazioni. Amorim ha precisato il suo approccio: “Non so cosa succederà in merito alle rotazioni di squadra che farò. Non sto pensando a dare spazio a tutti, ma a schierare sempre l’undici migliore per vincere”. L’obiettivo primario resta quindi la vittoria in ogni singola partita.
Il tecnico si è poi soffermato su Luka Modric, sottolineando la sua centralità nel progetto tecnico rossonero. Le sue parole non lasciano spazio a dubbi: “Quando giochiamo bene è perché Luka gioca bene. Ci aspettiamo molto da lui e non mi interessa la sua età”. Per l’allenatore, ciò che conta è il rendimento visto durante gli allenamenti e confermato nel weekend.
Un altro giocatore al centro dell’attenzione è stato Gonçalo Ramos. L’attaccante, reduce da tre goal in quattro partite con la nazionale portoghese, ha faticato a trovare la via della rete con la maglia del Milan. Amorim ha mostrato fiducia, ma ha anche inviato un messaggio chiaro al suo connazionale.
“So che ha grandi pressioni, è un giocatore del Milan. A questo deve abituarsi”, ha affermato l’allenatore. “Voglio solo che continui ad allenarsi come è solito fare”. Un invito a gestire la pressione e a trasformarla in energia positiva sul campo.
Infine, Amorim ha discusso delle variazioni tattiche, come il 4-2-3-1 visto contro il Lecce prima della pausa. Il tecnico ha però voluto spostare l’attenzione dal modulo ai concetti di gioco: “È importante poter cambiare i sistemi di gioco, ma i principi sono gli stessi”.
Ha concluso spiegando che la filosofia di squadra non cambia in base allo schieramento difensivo. “Non è questione di difendere a quattro, a cinque o a tre. Sono i principi, la squadra si adatta e ha dimostrato di saperlo fare”.







