Il futuro della governance del calcio italiano è entrato in una fase critica. La Giunta Nazionale del Coni è stata chiamata a pronunciarsi su una questione di massima delicatezza: il potenziale commissariamento della FIGC in seguito a dubbi sollevati sulla candidabilità del neoeletto presidente federale, Giovanni Malagò.
In questo clima di forte tensione, la Lega Serie A ha assunto una posizione netta e pubblica. Con un comunicato ufficiale, l’organo che rappresenta i club della massima divisione ha espresso la sua ferma contrarietà all’ipotesi di nominare un commissario, definendo tale eventualità “del tutto inopportuna”. La Lega era stata, del resto, una delle componenti principali a sostenere la candidatura di Malagò durante l’assemblea elettiva.
I club hanno manifestato perplessità di fronte a quella che hanno descritto come una “apparente querelle giuridica”, dichiarando di non comprenderne i fondamenti in diritto né le ragioni politiche. La Lega ha quindi ribadito il suo pieno e continuo supporto a Malagò, che ha ottenuto l’elezione con un ampio margine di preferenze, un segnale politico di grande peso negli equilibri dello sport italiano.
La preoccupazione centrale, evidenziata nel comunicato, è il rischio di trascinare l’intero movimento calcistico nel caos. Una situazione che, si legge nella nota, sarebbe particolarmente grave in una “fase delicatissima” per il settore. Un commissariamento, infatti, bloccherebbe di fatto l’ordinaria attività di governo della Federazione, congelando riforme, accordi commerciali e la programmazione tecnica in un momento in cui il calcio nazionale cerca un rilancio strategico a livello internazionale.
L’appello finale della Lega Serie A si è concentrato su un principio fondamentale. Richiamando anche la chiara posizione espressa dall’UEFA su vicende analoghe, si è raccomandato e auspicato il pieno “rispetto dell’autonomia del calcio italiano”. Tale principio, sancito dagli statuti di FIFA e UEFA, prevede che le federazioni nazionali debbano essere libere da ingerenze politiche o governative. La violazione di questa autonomia potrebbe esporre il sistema a sanzioni, inclusa l’esclusione delle squadre di club e della Nazionale dalle competizioni internazionali.
La decisione della Giunta del Coni determinerà quindi non solo il futuro immediato della presidenza FIGC, ma traccerà anche i contorni dei rapporti di forza tra la massima autorità sportiva del Paese e la sua federazione più importante.







