Il futuro della Federazione Italiana Giuoco Calcio è giunto a un bivio cruciale. Nelle ore che precedono il parere della Giunta del CONI sulla validità del tesseramento del presidente Giovanni Malagò, si è aperta la strada a una soluzione inattesa per risolvere la complessa vicenda.
Secondo le indiscrezioni, il presidente del Comitato Olimpico, Luciano Buonfiglio, ha promosso un incontro diretto con lo stesso Malagò. Un’iniziativa diplomatica di alto livello, volta a disinnescare una situazione che rischia di avere pesanti ripercussioni non solo sulla governance sportiva, ma anche sulla credibilità internazionale del Paese.
L’origine della questione risiede in un presunto vizio di forma legato all’ammissione di Malagò come tesserato della Federcalcio, un prerequisito per la sua elezione. Questo cavillo ha innescato un duro scontro istituzionale e ha portato sul tavolo della Giunta del CONI l’ipotesi più drastica: il commissariamento della FIGC, un’opzione che implicherebbe la rimozione dei vertici eletti e la nomina di un gestore straordinario esterno.
Tuttavia, il percorso verso questa soluzione si è rivelato più complesso del previsto. Sembra che all’interno della Giunta non si sia raggiunta una maggioranza netta a favore di un intervento così invasivo. Il timore diffuso è che un’imposizione politica possa essere interpretata come un’ingerenza inaccettabile da parte degli organismi calcistici internazionali.
Da qui è nata l’ipotesi alternativa, discussa nel colloquio tra Buonfiglio e Malagò: un “autocommissariamento”. In pratica, sarebbe lo stesso presidente federale a farsi carico della gestione straordinaria, assumendo il ruolo di commissario con il mandato specifico di sanare le criticità statutarie e portare la Federazione a nuove elezioni. Questa mossa preserverebbe l’autonomia del mondo dello sport, che dimostrerebbe di sapersi correggere dall’interno.
La posta in gioco è altissima. Un commissariamento imposto dall’esterno attiverebbe quasi certamente la reazione della UEFA. L’organo di governo del calcio europeo ha regole ferree contro le interferenze governative e potrebbe adottare sanzioni severe contro l’Italia. Il rischio più concreto e allarmante riguarda l’organizzazione di Euro 2032, assegnata congiuntamente a Italia e Turchia.
Perdere l’evento continentale non sarebbe solo un danno di immagine, ma anche una catastrofe economica e strategica. L’Europeo è infatti visto come un’opportunità irripetibile per ammodernare gli stadi e le infrastrutture sportive italiane, un tema su cui il Paese è in grave ritardo da decenni. L’incontro tra i due presidenti mira a trovare una via d’uscita che tuteli la legalità e, al tempo stesso, salvi un’occasione storica per il calcio e per l’Italia intera.




