CAIVANO – Tre nomi nel registro degli indagati, un’autopsia destinata a chiarire le cause della morte e una vicenda che ora entra nella fase degli accertamenti irripetibili. La Procura di Napoli Nord vuole fare luce sulla morte di Salvatore Calignano, operaio edile di 61 anni, deceduto il 3 ottobre in ospedale a Giugliano dopo essere stato trovato ferito e abbandonato in strada a Caivano. Il fascicolo, affidato al sostituto procuratore Sabrina Navarro, ipotizza il reato di omicidio colposo in cooperazione. Gli indagati sono Antonio Frezza, 74 anni, Nicola Frezza, 79 anni, entrambi di Caivano e titolari del capannone nel quale, secondo quanto emerge dagli atti, si sarebbe verificato l’incidente, e Michele De Rosa, 36 anni, residente a Caivano, indicato come datore di lavoro della vittima. I due fratelli Frezza sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Toraldo, mentre De Rosa è difeso dall’avvocato Ferdinando Letizia. L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un passaggio necessario in vista dell’autopsia, proprio per consentire alle persone sottoposte alle indagini di nominare propri consulenti tecnici e partecipare agli accertamenti.
Il conferimento dell’incarico è stato fissato per domani, 7 ottobre, alle 13.30, negli uffici della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, ad Aversa. Sarà l’esame autoptico, insieme agli accertamenti tossicologici disposti dalla Procura, a fornire elementi utili per ricostruire le ultime ore di vita di Calignano e soprattutto per accertare le cause della morte. Nel provvedimento firmato dalla sostituta procuratrice Navarro si parla espressamente della necessità di procedere ad accertamenti tecnici irripetibili sulla salma dell’operaio, deceduto il 3 ottobre a Giugliano in Campania. L’inchiesta dovrà dunque ricostruire la dinamica dell’incidente e ciò che è accaduto immediatamente dopo. Un passaggio particolarmente delicato, perché la vittima non sarebbe stata accompagnata direttamente in ospedale, ma sarebbe stata lasciata in strada, ferita. Saranno gli accertamenti investigativi a stabilire con precisione la sequenza degli eventi, le responsabilità individuali e l’eventuale collegamento tra le condotte contestate e il decesso.
La Procura procede, allo stato, per l’ipotesi prevista dagli articoli 113 e 589 del codice penale, relativa all’omicidio colposo commesso in cooperazione. L’informazione di garanzia è stata notificata ai tre indagati e ai rispettivi difensori proprio in relazione agli accertamenti che dovranno essere eseguiti sulla salma. Nell’atto della Procura sono inoltre indicati i prossimi congiunti della vittima, che potranno partecipare alle attività attraverso il proprio difensore e nominare, a loro volta, un consulente di parte.
La famiglia di Calignano è quindi direttamente coinvolta in questa fase dell’inchiesta, mentre gli investigatori proseguono gli accertamenti per mettere in ordine ogni tassello della vicenda. Sul caso è intervenuta anche la Fillea Cgil Napoli. Il segretario generale Giuseppe Mele ha definito quanto accaduto un episodio che, a suo giudizio, va oltre la già grave questione degli infortuni sul lavoro. Parole molto dure, con il sindacato che punta l’attenzione sulle condizioni di sicurezza e sul fenomeno del lavoro sommerso.
“La nostra priorità assoluta è ricercare la verità”, ha dichiarato Mele, assicurando alla famiglia della vittima la disponibilità delle strutture della Fillea Cgil affinché venga fatta piena luce sulla vicenda. Il sindacato ha inoltre sostenuto che l’episodio debba essere letto nel quadro più ampio delle criticità della filiera dell’edilizia, richiamando i rischi legati a lavoro nero, subappalti e condizioni di sicurezza. La Cgil ha parlato anche dell’ipotesi che il ferito sia stato lasciato sul ciglio della strada nel tentativo di nascondere una situazione di lavoro irregolare e sottrarsi alle responsabilità. Si tratta, tuttavia, di una valutazione espressa dal sindacato e non di un elemento che possa essere considerato già accertato dall’inchiesta. Saranno la Procura e gli organi investigativi a stabilire se e in quale misura questa ricostruzione trovi riscontro negli elementi raccolti.
Al centro dell’indagine resta quindi la morte di Salvatore Calignano e la necessità di ricostruire ogni momento della vicenda: dall’eventuale incidente avvenuto nel capannone di Caivano alle modalità con cui l’operaio è stato soccorso, fino al trasferimento in ospedale e al successivo decesso. L’autopsia, in programma giovedì, rappresenterà uno dei primi snodi investigativi. I consulenti delle persone sottoposte alle indagini e quelli eventualmente nominati dalla famiglia potranno assistere al conferimento dell’incarico, partecipare agli accertamenti e formulare osservazioni e riserve. Un confronto tecnico che potrà contribuire a stabilire se le lesioni riportate dall’operaio siano compatibili con la dinamica che verrà ricostruita dagli investigatori e quale sia stato il rapporto tra l’evento traumatico e la morte. Dagli accertamenti è già emerso che Salvatore è stato assunto il giorno prima del ritrovamento in strada in via Fossa del Lupo.







