Armi e droga nel bunker dei clan al Cavone

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La pistola e la droga sequestrate
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Un’imponente e capillare operazione di controllo del territorio è stata messa in atto dai carabinieri della Compagnia Napoli Centro nelle aree più calde e sensibili del cuore cittadino, con perquisizioni a tappeto tra il centro storico, i Quartieri Spagnoli e la roccaforte del Cavone. L’azione strategica dei militari ha riguardato non soltanto gli appartamenti privati e i locali sospetti, ma si è concentrata soprattutto sulle parti comuni degli edifici storici, passando minuziosamente al setaccio androni, cassette della posta, vani ascensore e cabine elettriche, da sempre utilizzati dalla criminalità organizzata come nascondigli strategici per armi e stupefacenti.

L’intervento

Nel corso dell’intervento straordinario, gli uomini del Nucleo Operativo hanno messo a segno un blitz mirato all’interno di uno stabile situato in via Francesco Saverio Correra, arteria principale della zona del Cavone. L’accurata ispezione della corte interna dello stabile ha permesso agli investigatori di scovare una vera e propria polveriera nascosta in molteplici anfratti dell’edificio: le forze dell’ordine hanno infatti rinvenuto una pistola Beretta completa di caricatore inserito e circa 415 grammi di hashish, accuratamente suddivisi e confezionati in 14 involucri pronti per la vendita al dettaglio sulle piazze di spaccio del quartiere. L’arma da fuoco e il carico di sostanze stupefacenti erano stati occultati ad arte in intercapedini insospettabili, tra le nicchie dei contatori, i condotti di scolo dell’acqua e persino all’interno di una grondaia, al chiaro scopo di consentire un rapido recupero da parte dei pusher evitando al contempo l’attribuzione diretta in caso di controlli casuali.

Il materiale sequestrato

L’intero materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro giudiziario dai militari dell’Arma; in particolare, la pistola Beretta verrà sottoposta nei prossimi giorni a delicati e approfonditi accertamenti tecnico-balistici presso i laboratori della Scientifica per verificare il suo eventuale utilizzo recente in fatti di sangue, stese o altri delitti collegati alle faide di camorra che interessano la zona. L’operazione condotta al Cavone rientra in una più ampia e mirata strategia di contrasto ad alto impatto disposta dal Comando Provinciale dei Carabinieri per ripristinare la legalità, disarmare le paranze dei clan e smantellare i punti di stoccaggio e spaccio nei quartieri a più alta densità criminale della città.

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