L’Inter di Simone Inzaghi ha iniziato la stagione con un ritmo impressionante, consolidando una striscia di risultati utili in campionato e subendo una sola sconfitta in Champions League. Questo successo si fonda su un gruppo solido e su gerarchie ben definite, rendendo difficile per i nuovi innesti ritagliarsi uno spazio significativo fin da subito. In un contesto così competitivo, ogni minuto in campo va conquistato con prestazioni di altissimo livello.
Uno dei reparti con la maggiore densità di talento è il centrocampo, dove la concorrenza per le tre maglie da titolare è spietata. Tra i giocatori che hanno trovato meno continuità in questa prima parte di stagione figura Petar Sucic, giovane mediano croato arrivato con grandi aspettative. Il suo percorso di inserimento nei meccanismi della squadra si è rivelato più complesso del previsto, con un minutaggio limitato che ha iniziato a sollevare interrogativi sul suo avvenire a Milano.
Interrogato sulla sua soddisfazione per l’impiego nel club durante gli impegni internazionali, il classe 2003 ha preferito glissare, mostrando grande professionalità e concentrazione sulla nazionale. Ha diplomaticamente evitato di alimentare polemiche, rimandando ogni valutazione sulla sua situazione personale.
«Sono questioni che preferirei affrontare in un altro momento», ha dichiarato il giocatore in mixed zone. «Adesso la priorità è la nazionale e penso che abbiamo discusso a sufficienza di questo. Quando tornerò a Milano, continueremo a lottare per l’Inter e tra due o tre mesi vedremo quale sarà la situazione». Le sue parole lasciano intendere un appuntamento fissato per fare un primo bilancio della sua avventura italiana.
Finora, i numeri confermano questa fase di adattamento. Sucic ha collezionato cinque presenze totali tra campionato e Champions League, partendo titolare solamente in due occasioni, contro Cagliari e Napoli. Analizzando la rosa, nel suo ruolo soltanto il giovane Aleksandar Stankovic ha giocato meno di lui, a testimonianza di una gerarchia che al momento non lo vede tra le prime scelte del tecnico.
Il tema del suo impiego assume un peso specifico se si considera l’investimento fatto dalla società per portarlo a Milano. Arrivato nell’estate del 2024 dalla Dinamo Zagabria per una cifra vicina ai 20 milioni di euro, il centrocampista era reduce da una stagione da protagonista assoluto, in cui aveva disputato ben 50 partite tra tutte le competizioni, la metà delle quali da titolare. Un drastico cambio di status che potrebbe portare a riflessioni importanti nei prossimi mesi, qualora le sue opportunità non dovessero aumentare.






