Processo Maradona, l’accusa: “Ucciso da dilettanti”

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Cronache sport calcio
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La fase conclusiva del processo sulla morte di Diego Maradona, avvenuta il 25 novembre 2020, è iniziata al Tribunale di San Isidro con la requisitoria finale del procuratore Patricio Ferrari. Dopo oltre 40 udienze e 103 deposizioni, l’accusa ha ribadito la propria tesi di fronte ai giudici e alle figlie del campione, presenti in aula. Secondo la Procura, il decesso è stato una conseguenza diretta di una cattiva assistenza medica durante il ricovero domiciliare.

Ferrari ha usato parole durissime, descrivendo Maradona come una “bomba a orologeria” al momento delle dimissioni dalla clinica. Il procuratore ha sostenuto che gli imputati “se ne sono liberati”, trasferendolo in un’abitazione inadeguata dove è morto 14 giorni dopo. L’assistenza è stata definita quella di un “gruppo di dilettanti che ha dimenticato di avere a che fare con un paziente vulnerabile e complesso”.

Un punto centrale dell’arringa ha riguardato le condizioni della casa nel quartiere San Andrés di Tigre. “Non c’erano guanti, garze, una flebo, una cassetta di pronto soccorso, un defibrillatore o un’ambulanza”, ha affermato Ferrari, sottolineando come l’abitazione fosse un “vuoto assoluto”, priva di qualsiasi presidio medico promesso. Gli imputati, secondo l’accusa, erano consapevoli delle gravi condizioni di salute dell’ex calciatore ma hanno scelto un ricovero domiciliare del tutto inadatto.

Il procuratore ha inoltre citato le conclusioni della Commissione medica interdisciplinare, la quale ha stabilito che Maradona non è stato un uomo sano morto improvvisamente, ma un paziente con patologie molto gravi. La commissione ha concluso che la sua morte era “evitabile” e che l’assistenza medica ricevuta è stata “inadeguata e sconsiderata”.

Dopo Ferrari ha preso la parola anche l’altro procuratore, Cosme Iribarren, che ha ripercorso le patologie di cui soffriva Maradona e ha ricordato il momento in cui ha visto il corpo senza vita del campione, definendo quell’immagine “indelebile”. Ora il processo proseguirà con gli interventi degli avvocati delle parti civili e delle difese dei sette imputati. Questi ultimi rischiano condanne che vanno dagli 8 ai 25 anni di carcere.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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