Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, ha parlato del presente e del futuro del suo club in un’intervista al TG5, affrontando per la prima volta in modo diretto il tema di una possibile vendita. Il patron partenopeo ha fissato le sue condizioni in modo inequivocabile, lanciando un messaggio chiaro a eventuali acquirenti interessati.
‘Vendere la società? Se c’è qualcuno capace di ripagare i miei 25 anni di sforzi si faccia avanti e verificheremo’, ha affermato De Laurentiis. Una dichiarazione che apre scenari inediti per il futuro della squadra campione d’Italia, pur legando qualsiasi trattativa al pieno riconoscimento economico del lungo e complesso lavoro svolto dalla sua gestione, iniziata nel 2004 dalle ceneri del fallimento societario.
Oltre alle questioni finanziarie, il presidente ha svelato un progetto a cui tiene particolarmente: un film sulla storia del club. ‘Stiamo realizzando un film, lo vedrete sullo schermo tra poco’, ha annunciato con entusiasmo. L’opera celebrerà i quasi cento anni di storia del Napoli, con l’obiettivo di raccontare ‘l’amore, la dedizione di un popolo che ha seguito una squadra, che ha un suo perché e che accende sempre il colore più bello del mondo: l’azzurro del mare e del cielo’.
In questo contesto, De Laurentiis ha espresso grande orgoglio per un risultato che considera fondamentale: aver riavvicinato le nuove generazioni alla fede azzurra. ‘Tanti anni fa i ragazzini in città tifavano per Juventus, Inter e Milan, adesso siamo riusciti a riportarli dalla nostra parte’, ha spiegato, sottolineando il successo nel ricostruire un’identità calcistica locale forte e radicata.
L’intervento ha toccato anche temi cruciali di politica sportiva, con un forte sostegno alla figura di Giovanni Malagò, presidente del CONI. ‘Malagò? Non dovrebbe essere in discussione. È un imprenditore’, ha dichiarato De Laurentiis, evidenziando la necessità di una visione manageriale moderna in un sistema che ha definito ‘un mondo vecchio’. Secondo il numero uno del Napoli, ‘senza di lui faremmo un passo indietro rovinoso come sistema’, criticando l’immobilismo che frena la modernizzazione.
Infine, un commento sul dialogo con il ministro per lo Sport, Andrea Abodi, e sulla perenne questione degli stadi. De Laurentiis ha voluto precisare le competenze: ‘Lo sviluppo urbanistico delle città compete ai sindaci, non ai presidenti di calcio’. Ha quindi allontanato le polemiche, richiamando alla concretezza e alla collaborazione tra le istituzioni. ‘Non dobbiamo polemizzare, ma lavorare’, ha concluso, ricordando che il calcio deve rispondere prima di tutto ‘ai milioni di tifosi che chiedono che sia più vicino alle loro esigenze’.





