CASAL DI PRINCIPE – A distanza di anni dalle drammatiche rivelazioni del collaboratore di giustizia Carmine Schiavone sulla mappa del sotterramento illegale di fanghi tossici ed esalazioni industriali, la piaga dei siti inquinati torna a scuotere la comunità di Casal di Principe. Sotto i riflettori delle associazioni ambientaliste e della cittadinanza è finita la situazione dell’area dello stadio e del campo sportivo comunale, dove nel corso del tempo le indagini di carotaggio e le operazioni di scavo hanno portato alla luce strati di materiale contaminante spinti fino a toccare la falda acquifera, con analisi di laboratorio che hanno confermato la presenza di sostanze chimiche ad alto impatto ambientale. Di fronte al prolungarsi dei tempi operativi e al rischio che le attività si arrestino alla sola fase d’indagine, l’attivista ambientalista Fabio Cipriano Zippo (nella foto) si è fatto portavoce di un forte appello rivolto a tutte le istituzioni competenti.
La preoccupazione principale del movimento è che, a dispetto dei rilievi effettuati e dei riflettori mediatici riaccesi ciclicamente sulla vicenda, l’intero iter burocratico possa arenarsi senza giungere alla fase decisiva del risanamento del suolo e della messa in sicurezza delle acque di falda. Gli ambientalisti pongono interrogativi precisi che toccano da vicino la vita quotidiana dei residenti: si chiede di conoscere con esattezza lo stato di rischio attuale per la salute pubblica, la natura dettagliata dei composti tossici individuati nel sottosuolo dell’impianto sportivo e, soprattutto, un cronoprogramma che indichi quando e come verrà portata a termine la bonifica definitiva dell’area. Viene denunciata la mancanza di un flusso informativo costante e trasparente da parte degli enti preposti, elemento che alimenta incertezza e sfiducia tra le famiglie e le realtà sociali del territorio.
L’appello lanciato dalla comunità ambientalista casalese si fonda sulla difesa del diritto fondamentale alla salute, alla trasparenza e alla vivibilità del territorio. La richiesta formale indirizzata alle autorità regionali e nazionali è quella di superare la stagione degli annunci per passare a un piano d’azione straordinario, capace di stanziare le risorse necessarie per rimuovere definitivamente i veleni interrati e restituire alla cittadinanza di Casal di Principe la piena fruibilità degli spazi pubblici in condizioni di assoluta sicurezza.






