Sequestrata, drogata e violentata a Napoli: caccia al branco vicino alla stazione

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Polizia alla stazione
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NAPOLI – Una ragazza ucraina di diciotto anni ha denunciato di essere stata vittima di un sequestro di persona e di abusi sessuali. I
fatti si sarebbero consumati nella notte tra venerdì 16 e sabato 17 ottobre all’interno di un abitazione situata nei pressi di via Bologna, a breve distanza dalla stazione Centrale di Piazza Garibaldi. Secondo la ricostruzione fornita dalla vittima, la giornata era iniziata in serenità con una gita nella costiera sorrentina in compagnia del proprio fidanzato, con il quale aveva pranzato prima di intraprendere il viaggio di rientro a bordo di un treno della Circumvesuviana nel tardo pomeriggio. Il ragazzo sarebbe sceso a una fermata precedente rispetto al capolinea di Napoli e da quel momento la giovane avrebbe perso la memoria e la percezione degli eventi a causa di circostanze ancora da chiarire.

La diciottenne ha raccontato agli investigatori di essersi risvegliata e di aver riacquistato lucidità all’interno di un appartamento sconosciuto in cui erano presenti circa otto uomini, da lei indicati come di nazionalità pakistana. Due di loro l’avrebbero stordita praticandole un iniezione a base di sostanze stupefacenti per poi abusare di lei a turno nel corso della notte. Soltanto poco prima dell’alba gli aguzzini l’avrebbero lasciata andare via, permettendole di guadagnare la strada e raggiungere l’esterno del fabbricato. Una volta libera, la giovane si è celermente rifugiata all’interno dei servizi igienici di un vicino fast food per mettersi in salvo e mettersi in contatto telefonico con la madre,
raccontandole disperata l’incubo appena vissuto.

Immediata è scattata la chiamata di soccorso alle forze dell’ordine e all’emergenza sanitaria, arrivata sul posto con un’ambulanza del 118 per prestare le prime cure. La ragazza è stata prontamente trasportata presso l’ospedale Cardarelli di Napoli, dove i medici del pronto soccorso l’hanno sottoposta a minuziosi accertamenti clinici e diagnostici, riscontrando lesioni compatibili con un’aggressione fisica e sessuale e giudicandola guaribile con una prognosi di trenta giorni.

Contestualmente, la struttura ospedaliera ha attivato il protocollo d’urgenza riservato alla tutela e all’assistenza per le vittime di violenza di genere. Sulla drammatica vicenda indagano ora gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Napoli, coordinati dalla magistratura, con l’obiettivo di identificare e assicurare alla giustizia i responsabili dell’aggressione.

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