Lo Shakhtar Donetsk, guidato da Arda Turan, sarà il prossimo avversario dell’Inter nel terzo turno della fase a gironi di Champions League. La partita si preannuncia decisiva per i nerazzurri, fermi a zero punti dopo le prime due gare, che affronteranno una squadra reduce da un ottimo avvio con quattro punti conquistati.
In un’intervista a La Gazzetta dello Sport, il tecnico turco ha raccontato il suo percorso alla guida della formazione ucraina. “Quando sono arrivato ho trovato un gruppo di talento che aveva bisogno di costruire una forte identità collettiva. Nella prima stagione abbiamo vinto il campionato e raggiunto le semifinali di Conference League”, ha spiegato Turan, che ora punta a confermarsi anche nel massimo torneo europeo.
“Vogliamo dimostrare di poter stare in Champions, un livello dove i dettagli fanno la differenza. Abbiamo un sistema di gioco in cui crediamo, vogliamo controllare la partita e reagire subito se perdiamo palla”, ha aggiunto l’allenatore.
Il rendimento dello Shakhtar è sorprendente, considerando le enormi difficoltà logistiche causate dal conflitto in corso. La squadra, che disputa le partite casalinghe europee a Londra, affronta trasferte estenuanti. “Passiamo ore in bus e in treno, senza dare ai giocatori il tempo per recuperare. Per le partite europee i nostri viaggi durano in media dalle 14 alle 16 ore”, ha confessato il tecnico. “Sostenere questo calendario è quasi impossibile dal punto di vista scientifico”.
Nonostante ciò, Turan ha espresso profonda ammirazione per la resilienza del popolo ucraino. “In Ucraina c’è la guerra, la gente muore ogni giorno e il mondo deve saperlo. Le persone dimostrano una forza incredibile, non hanno perso la gioia di vivere. Possono passare una notte in un bunker e il giorno dopo tornare al lavoro. Di fronte a un popolo così, sarebbe ingiusto per noi lamentarci”.
Un aneddoto toccante rivela lo spirito del gruppo. “Rivedendo Isaque alla sua prima in Champions, mi è tornata in mente una foto: durante un bombardamento, nella hall dell’hotel, lo copro con un plaid mentre dorme, come farei con i miei figli. Quell’immagine racconta la nostra squadra: ci prendiamo cura gli uni degli altri e andiamo avanti”.
Da ex giocatore di Barcellona e Atletico Madrid, Turan ha le idee chiare sui suoi modelli di riferimento. “Dal punto di vista difensivo prendo molto da Simeone: posizionamento, compattezza e pressing. In attacco mi ispiro a Luis Enrique per trovare soluzioni contro le difese schierate. Nel rapporto con i giocatori e nella gestione dello stress penso a Terim”.
Infine, una riflessione sull’Inter, club che in passato lo aveva cercato da calciatore. “L’Inter è uno dei grandi ‘brand’ del calcio mondiale, ma la mia carriera da giocatore appartiene al passato. Rispetto e ammiro il club, ma mi godo il presente”, ha concluso. Ha poi elogiato il lavoro di Cristian Chivu: “Ha fatto un lavoro incredibile l’anno scorso. L’energia che vedo in campo mi racconta un legame molto forte tra lui e i suoi giocatori. Questa è una squadra capace di vincere a ogni livello”.





