Frode Thomassen, CEO del Bodø/Glimt, ha raccontato il progetto che ha trasformato il club norvegese in una solida realtà europea. Un percorso iniziato sei anni fa, che ha portato la squadra dalla Conference League alla fase a gironi di Champions League, guadagnandosi il rispetto delle grandi squadre.
Il successo si fonda su un approccio unico alla mentalità. “I nostri ragazzi avevano problemi in partita, non in allenamento,” ha spiegato Thomassen. La svolta è arrivata grazie alla collaborazione con Bjørn Mannsverk, un esperto che lavorava con i piloti di caccia F-16 a Bodø. “Lo definisco un ‘costruttore di cultura’, non un semplice mental coach. Abbiamo iniziato con pochi giocatori, poi il metodo si è diffuso”.
Dal 2020 il club ha smesso di focalizzarsi sui risultati per concentrarsi interamente sulla qualità delle prestazioni. Questa filosofia si riflette nella gestione del gruppo, che conta ben dieci capitani. Sono i giocatori stessi a scegliere chi indosserà la fascia per ogni specifica partita, basandosi su una comunicazione diretta e su valori condivisi.
Il piano strategico, chiamato “Our Way”, è specifico per il contesto unico del club: un piccolo centro a nord del circolo polare artico. “Siamo un villaggio di pescatori di 43.000 persone. Per noi il calcio è passione e miglioramento quotidiano”.
L’ambiente gioca un ruolo fondamentale. Sebbene sia in costruzione un nuovo stadio previsto per il 2027, le condizioni attuali rappresentano una sfida per le squadre ospiti. “Grandi club come la Roma a volte non si adattano, lamentandosi del campo sintetico. È un fattore che fa parte del nostro contesto e che le squadre devono accettare”.
Le ambizioni non hanno limiti. “Le nostre risorse crescono con le prestazioni. Non possiamo competere economicamente con i top club, ma il nostro viaggio non riguarda i soldi”, ha continuato il CEO. “Sei anni fa nessuno avrebbe immaginato di sfiorare i quarti di Champions, perché non sognare una finale?”.
Infine, uno sguardo ai talenti. Oltre a nomi già noti come Patrick Berg e Jens Petter Hauge, Thomassen ha indicato una promessa: “Fredrik Sjøvold, il nostro terzino destro, sta crescendo molto e arriverà lontano. Segnatevi le mie parole”. In vista delle prossime sfide, l’approccio non cambierà. “Sappiamo che i nostri avversari hanno giocatori individualmente migliori, ma noi dobbiamo essere una squadra forte. I club italiani ora ci rispettano, non ci temono, e si prepareranno bene”.





