L’ex difensore Leonardo Bonucci, durante un evento organizzato da Iliad e Lega Serie A, ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua carriera, svelando anche i suoi progetti futuri. L’ex giocatore ha parlato a cuore aperto, toccando temi delicati come il suo controverso ritorno a Torino dopo l’esperienza al Milan.
Il periodo più complesso è stato proprio quello: “Il ritorno alla Juventus dopo il Milan è stato il momento più difficile. Prendevo insulti da una parte e dall’altra”. Ha ricordato la prima partita allo Stadium dopo il suo rientro: “Mi fischiavano a qualsiasi tocco. Il primo obiettivo è stato riconnettermi con il mondo Juve, che per me era casa. Con fatica ci sono riuscito, ma è stato un percorso duro. È stata dura accettare critiche, insulti e cose più pesanti, ma sono andato per la mia strada e sono riuscito a riappacificarmi”.
Guardando al futuro, il suo percorso è già delineato: “Il progetto di allenare è partito quasi 10 anni fa. A 40 anni mi sono ripromesso di diventare primo allenatore. Il sogno? La panchina della Juventus su tutte, ma anche quella della Nazionale”. Ha spiegato che la professione può spingere ad accettare sfide diverse, ma l’obiettivo principale resta legato ai colori bianconeri e azzurri.
Nel suo ruolo, si è definito un pioniere: “Giocare da centrocampista a livello giovanile mi ha aiutato tanto. Oggi il calcio si è evoluto e vediamo tanto gioco da dietro. Mi piace pensare di essere stato tra i primi”. Ha poi indicato il suo erede ideale: “Credo che Alessandro Bastoni si avvicini di più alle mie caratteristiche. Quando provavo le mie giocate e non riuscivano, era difficile tenere tutto sulle spalle. Lui ha quella capacità”.
Non è mancato un ricordo amaro legato alla mancata qualificazione ai Mondiali: “È stato difficilissimo, ho anche litigato con mia moglie. Quando sono tornato dalla Bosnia non volevo vedere nessuno per 3-4 giorni. Avevo un nervoso troppo grande, c’erano tutte le possibilità ma gli episodi non ci hanno aiutato. Mi viene un po’ di magone, perché per tutti era un traguardo da centrare. Ora, però, stiamo creando qualcosa di nuovo e diverso”.
Infine, ha elogiato il commissario tecnico Roberto Mancini: “Il mister su questo è il numero uno. La capacità che ha lui di porsi sull’obiettivo e di regalare positività all’ambiente sono state qualità confermate anche dopo le difficoltà. Abbiamo intrapreso un percorso lungo e difficile, l’obiettivo è restituire agli italiani il Mondiale”.




