In occasione della nona giornata del campionato di Serie A 2026/27, il Genoa ha affrontato la Juventus in una sfida dal sapore speciale per l’allenatore Daniele De Rossi. L’incontro ha infatti significato ritrovare sulla panchina bianconera Luciano Spalletti, una figura cruciale nel suo percorso umano e professionale.
Prima del fischio d’inizio, il tecnico dei rossoblù ha concesso un’intervista a DAZN, nella quale ha espresso con parole cariche di emozione tutta la sua stima. Ha definito il tecnico avversario come la persona che, dopo suo padre, gli ha insegnato di più e ha acceso in lui il desiderio di intraprendere la carriera di allenatore. Un legame profondo, quasi familiare, che trascende l’aspetto puramente calcistico e che riemerge con forza a ogni incontro.
Secondo De Rossi, Spalletti rappresenta l’eccellenza assoluta in panchina. Lo ha descritto come “il più forte di tutti”, un giudizio netto nonostante abbia lavorato con altri maestri del calibro di Luis Enrique e Antonio Conte. Ha ricordato come, durante la sua esperienza da calciatore, il tecnico toscano sapesse farsi rispettare e allo stesso tempo voler bene dal gruppo, difendendo sempre pubblicamente i suoi giocatori, pur mantenendo un atteggiamento esigente e severo all’interno dello spogliatoio.
Un aspetto particolarmente interessante sottolineato dal tecnico del Genoa è stata la capacità di evoluzione del suo mentore. Ha evidenziato una netta differenza tra il “primo” Spalletti che ha conosciuto e il “secondo”, un allenatore capace di aggiornarsi e di diventare ancora più bravo. Questa continua voglia di migliorarsi è un modello a cui De Rossi ha dichiarato di ispirarsi, riconoscendo la propria giovinezza nel ruolo e la necessità di non smettere mai di studiare e imparare.
Spostando poi l’attenzione sulla partita, l’allenatore ha confermato l’importanza di due principi cardine per il suo Genoa: pressing e aggressività. Ha espresso la speranza che la squadra riesca a mettere in pratica le soluzioni tattiche provate durante la settimana, sottolineando come l’attacco degli spazi rappresenti un elemento ancora più cruciale da eseguire con intensità e convinzione contro un avversario di tale livello.



