Dopo il capitano, il vice. In casa Juventus, a seguito dei recenti risultati deludenti culminati con le prestazioni opache contro Lazio e Genoa, un altro leader ha preso la parola per tentare di scuotere l’ambiente. Questa volta è stato Weston McKennie a presentarsi ai microfoni per inviare un messaggio forte e chiaro ai compagni, con l’obiettivo dichiarato di innescare una reazione sul piano del carattere.
Le parole del centrocampista americano sono state dirette e non hanno lasciato spazio a interpretazioni. “I tifosi hanno ragione, dobbiamo fare di più perché la Juventus è un grande club e deve vincere. Spalletti ora non può prendersi tutte le colpe, siamo tutti colpevoli”, ha affermato McKennie. “Stiamo seguendo tutto quello che ci dice, ma sul campo siamo noi che dobbiamo fare di più. Le ‘cose dentro’ non si possono allenare: quelle dobbiamo trovarle noi”.
Il suo intervento ha ricalcato quasi fedelmente quello del compagno di squadra Gleison Bremer, che una decina di giorni prima, dopo la sconfitta interna contro la Lazio, aveva espresso concetti molto simili. “Il mister dà le indicazioni, ma chi va in campo siamo noi. Ci sono undici giocatori più cinque che entrano. C’è chi ha più carattere e chi meno, chi sente i fischi, si nasconde e ha paura e chi no”, aveva dichiarato il difensore brasiliano, sottolineando come la responsabilità finale spetti sempre a chi gioca.
McKennie ha insistito sullo stesso punto, spostando il focus dall’analisi tattica alla pura determinazione. “La tattica c’entra quasi niente in queste partite: conta solo lottare e voler vincere. Siamo undici giocatori, chi scende in campo deve combattere, fare cinque metri in più per aiutare il compagno, correre e lasciare tutto quello che ha”, ha proseguito il giocatore statunitense, rivolgendo un appello diretto allo spogliatoio.
Secondo la sua analisi, è proprio questo l’elemento che è mancato alla squadra bianconera nelle ultime uscite, un’energia che invece ha visto negli avversari. “Quando vedo uno dei miei che va nei contrasti ne traggo energia. Il Genoa lo ha fatto, ha giocato una gran partita e ha sfruttato la propria forza, mentre noi no”, ha aggiunto, lamentando anche la scarsa cattiveria agonistica del gruppo.
Ora lo sguardo è rivolto al futuro immediato, con l’urgenza di un’inversione di rotta. “Adesso a Torino dovremo parlare, rivedere la partita per capire dove possiamo fare meglio, recuperare le energie e concentrarci sul Napoli”, ha concluso McKennie. “Soprattutto dobbiamo trovare una strada per vincere in casa: per noi, per i tifosi, per il club. Per tutti”. Il successo all’Allianz Stadium manca infatti da quasi quaranta giorni, un digiuno che la squadra ha il dovere di interrompere al più presto.



