Luis Alberto: ‘La mia Lazio avrebbe vinto lo scudetto’

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Cronache sport calcio
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Dal suo attuale club in Qatar, l’Al Wakrah, Luis Alberto ha mantenuto un legame indissolubile con la Lazio. L’ex fantasista biancoceleste, in una lunga intervista telefonica, ha ripercorso la sua avventura a Roma, partendo da un ricordo specifico: “Vicino Ferrara ho segnato uno dei gol più belli della mia carriera. Con un tocco di suola mandai al bar due difensori e poi misi la palla all’angolino. Che tempi…”.

Quei tempi sono culminati nel suo più grande rimpianto, lo scudetto della stagione 2019-20. “L’ho sempre detto e sempre lo dirò: per me sì, avremmo vinto il campionato. O comunque ce la saremmo giocata fino alla fine”, ha affermato con convinzione lo spagnolo. In quella stagione si era creata una magia irripetibile, un’onda che sembrava inarrestabile.

“Ci abbiamo iniziato a credere piano piano, anche se pensavamo partita dopo partita. Si creò qualcosa che ci portò a dire ‘beh, forse si può fare…’. Ricordo l’ultima partita con il Bologna prima che il mondo si fermasse: vincemmo 2-0 in un Olimpico strapieno. Chissà come sarebbe andata senza lo stop imposto dalla pandemia”, ha aggiunto, lasciando trasparire tutta l’amarezza per un’occasione svanita.

Il ‘Mago’ segue ancora tutte le partite della sua ex squadra e ha espresso grande ammirazione per il gruppo allenato da Marco Baroni. “Questa squadra ha la nostra stessa spensieratezza. Guardo le azioni, i gol, le giocate. Contro il Sassuolo ho pensato ‘wow, ma come giocano questi ragazzi?’. Sono gruppo, sono squadra e anche nei momenti difficili riescono a superare lo scoglio giocando a pallone”.

Ha sottolineato la forza mentale del gruppo attuale. “Difendono bene, sono compatti e non si spezzano mai. Col Sassuolo, quando hanno subito il pareggio dopo un minuto, hanno continuato ad attaccare e alla fine hanno vinto ancora”. Il suo consiglio è chiaro: “Devono pensare partita dopo partita, senza farsi condizionare dalla classifica e da ciò che si dice. Se tra gennaio e febbraio saranno ancora lassù, sarà un’altra storia”.

Luis Alberto ha poi elogiato alcuni singoli: “Zaccagni sta tornando al suo livello, e poi sono stracontento per Mandas: se la Lazio ha la seconda miglior difesa il merito è anche suo”. Parole di stima sono arrivate anche per i giovani come Floriani: “Si allenava con noi dalla Primavera, sono felice per lui: ha un buon passo e sa difendere. È il manifesto di come essere nel contesto giusto può esaltarti, e lo stesso vale per Isaksen o Belahyane”.

L’intervista è stata anche un’occasione per ricordare i suoi difficili inizi nella capitale. “Dopo i primi cinque mesi volevo smettere. Ne uscii grazie a un mental coach, a Simone Inzaghi, che considero un secondo padre, e a Igli Tare”. L’ex direttore sportivo, ha raccontato, arrivò a filmare i suoi allenamenti per capire perché non riuscisse a esprimersi, un gesto che segnò la svolta.

Non è mancato un pensiero per i tifosi, la cui recente assenza pesa. “Sono fondamentali. A Reggio Emilia erano tantissimi ed è stato come giocare in casa. L’Olimpico vuoto è triste. I tifosi hanno le loro ragioni, ma quanto sarebbe bello vedere 60 mila laziali allo stadio con la Lazio prima”.

Infine, alla domanda su una sua possibile presenza all’Olimpico in caso di scudetto, la risposta è stata immediata e piena di affetto: “Non c’è nemmeno da chiederlo: sono già lì…”. Una promessa che sigilla un amore mai finito.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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