Gerry Cardinale ha rotto il silenzio, confermando le voci che da settimane circolavano riguardo a un possibile ingresso del suo fondo RedBird Capital Partners nell’azionariato dell’Al-Nassr. In una recente intervista, il proprietario del Milan ha messo fine alle speculazioni, ammettendo di aver già avviato contatti esplorativi per un’operazione che potrebbe ridisegnare gli equilibri del calcio saudita e creare un ponte strategico con il club rossonero.
Le conversazioni sono state definite dallo stesso Cardinale come “preliminari”, un primo passo per valutare la fattibilità di un investimento nel club che attualmente è di proprietà del fondo sovrano saudita PIF. L’interesse di RedBird non è casuale, ma si inserisce in una strategia di espansione globale nel mondo dello sport. L’acquisizione di quote del club di Riad rappresenterebbe un’importante mossa per consolidare la presenza del fondo americano in un mercato in rapidissima crescita come quello del Medio Oriente.
Un elemento di grande fascino in questa potenziale trattativa è rappresentato da Cristiano Ronaldo. Cardinale ha rivelato che è in programma un incontro con la stella portoghese, mostrando grande curiosità per i suoi progetti futuri. “Dovrei incontrare Ronaldo: mi incuriosisce quello che vorrà fare dopo aver smesso di giocare”, ha dichiarato. Tuttavia, ha prontamente chiarito che l’incontro non è il motore dell’operazione: “Questo, però, non è un motivo sufficiente per comprare una squadra”. L’incontro servirà piuttosto a comprendere meglio le dinamiche e le opportunità future legate a una delle icone sportive più influenti al mondo.
Nel corso dell’intervista, il patron rossonero ha offerto anche una dura analisi sullo stato del calcio italiano. Ha paragonato la Serie A a “Hollywood prima di Netflix”, un sistema convinto della propria superiorità ma superato dall’innovazione esterna. Secondo la sua visione, il campionato italiano, un tempo dominatore in Europa, ha perso terreno rispetto alla Premier League perché non ha saputo adattarsi ai cambiamenti. “Il calcio italiano deve capire perché non è più la Premier. Senza cambiamento non si torna a vincere”, ha affermato, sottolineando l’urgenza di riforme strutturali per tornare a essere competitivi ai massimi livelli.
Infine, Cardinale ha parlato del suo impegno rinnovato con il Milan, mostrando frustrazione per il tempo trascorso. “Ho perso quattro anni, sono furioso per quel tempo perso”, ha confessato, promettendo un cambio di rotta nella sua gestione. Ha annunciato l’intenzione di essere un proprietario molto più presente e operativo, scartando l’idea di delegare completamente le decisioni strategiche. “Non consegnerò mai più le chiavi del Milan a nessuno”, ha sentenziato, delineando un futuro in cui la sua visione influenzerà direttamente non solo il calcio, ma anche altri progetti ambiziosi come la creazione di una franchigia NBA Europe a Milano.





