CASERTA – Chi amministrerà la città dovrà affrontare un nodo decisivo: i parcheggi, indispensabili ai residenti, al commercio e a una città che dovrebbe valorizzare la propria vocazione turistica. Ma il problema non è soltanto la viabilità. La commissione d’accesso, il cui lavoro ha preceduto lo scioglimento della consiliatura – guidata dal sindaco Carlo Marino – per infiltrazioni camorristiche (confermato dal Consiglio di Stato), ha esaminato anche la gestione dell’ex caserma Pollio.
Gli ispettori – il prefetto Maurizio Masciopinto, la viceprefetta aggiunta Laura Mattiucci e l’ufficiale della guardia di finanza Gianfranco Mozzillo – hanno ricostruito affidamenti, rapporti societari e parentele. Nella relazione, sulla base degli accertamenti nelle banche dati delle forze di polizia, Sea Services e Adeka Parking vengono indicate come direttamente riconducibili alla famiglia Dresia.
La storia comincia dalla cooperativa Caserta Nuova, che aveva gestito il parcheggio: presidente Nicola Dresia, vicepresidente il fratello Pasquale. Secondo la relazione, la cooperativa sarebbe fallita intorno al 2012-2013 dopo aver accumulato debiti verso il Comune, mentre la cancellazione dal registro delle imprese risale al luglio 2024.
Entrò poi in scena Sea Services, costituita nel 2013 e aggiudicataria nel 2015 della gestione del Pollio per circa 3,48 milioni di euro. Gli ispettori segnalano anche per questa società un debito di circa 380mila euro verso il Comune.
Tra i soci fondatori di Sea Services figuravano Stefania Sorice, moglie di Pasquale Dresia, Elisabetta Dresia, nipote di Adelina, e Angela Polizzotto, moglie di Nicola. Nell’amministrazione della società si sono avvicendati Sorice, Pasquale e Adelina Dresia e infine Gaetano Scarpato, marito di Adelina, divenuto socio unico nel 2023. Scarpato era stato candidato nel 2016 con Terra Libera, lista a sostegno di Carlo Marino.
Nel luglio 2022 Sea Services propose un intervento di riqualificazione e gestione ventennale dell’area, per una concessione superiore a 7,8 milioni di euro. Nel raggruppamento iniziale figuravano Sea Services, Adeka Parking e Cogeme, con il ricorso all’avvalimento di Axess. Dopo l’estromissione di Sea Services, interessata da una procedura esecutiva, nel maggio 2023 l’aggiudicazione andò al raggruppamento rimodulato con Adeka e Cogeme.
Adeka, costituita nel febbraio 2022, aveva come socia unica e amministratrice Katia Cicatello, figlia di Adelina Dresia. Imprese distinte, dunque, ma con legami familiari ricorrenti.
La relazione approfondisce anche i rapporti di parentela con persone indicate come legate alla criminalità organizzata. Un elemento che ha rappresentato un segnale d’allarme, contribuendo a delineare un contesto politico-amministrativo ritenuto a rischio di permeabilità mafiosa.
Salvatore Dresia, dipendente comunale, è figlio di Nicola Dresia e Giuseppina Mazzara, sorella di Amedeo Mazzara, indicato dagli ispettori come affiliato al clan dei Casalesi. Salvatore è inoltre zio di Luigi Belvedere, figlio di Antonietta Dresia e Felice Belvedere. Secondo la relazione, Belvedere, descritto come intermediario nel traffico di droga tra cartelli colombiani e clan dei Casalesi, è stato condannato a oltre diciotto anni di reclusione e arrestato nell’ottobre 2024 a Medellín dopo una lunga latitanza. Le parentele, da sole, non attribuiscono responsabilità penali ai gestori del parcheggio.
Il percorso amministrativo ha aperto più contenziosi. Nel 2024 il Comune contestò il mancato avvio dei lavori e annullò la consegna anticipata dell’area: nel marzo 2025 il Consiglio di Stato si pronunciò sulla giurisdizione, non sul merito di quelle contestazioni. Nell’aprile 2025 il Comune annullò anche l’aggiudicazione, ma nel gennaio 2026 il Tar Campania ha annullato quel provvedimento, contestando la tesi secondo cui Sea Services, promotrice del progetto, non potesse essere sostituita nella gara.
Una vicenda da tenere a mente alla vigilia delle elezioni comunali: chi si candida a guidare Caserta dovrà garantire servizi efficienti e regole capaci di tenere lontani interessi opachi dalla gestione della cosa pubblica.
I soggetti e le imprese fin qui citati, per quanto ci risulta, non sono coinvolti in indagini per reati di mafia. I passaggi societari e i legami familiari sono stati tuttavia ritenuti dagli ispettori elementi significativi per ricostruire il contesto politico-amministrativo e i rischi di permeabilità mafiosa che hanno contribuito al quadro alla base dello scioglimento del Comune, disposto con decreto del presidente della Repubblica.
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