Aeroporto di Grazzanise, il dossier nelle mani di Casillo

Passaggio di consegne dopo la ‘stagione De Luca’ sul progetto per lo scalo casertano. Il vicepresidente della Regione ha ricevuto il sindaco di Grazzanise: ora confronto con Fico e poi riunione con i tecnici

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Mario Casillo Enrico Petrella e Gennaro Oliviero

CASERTA – Il dossier sull’aeroporto di Grazzanise passa ufficialmente di mano. Dopo il lavoro avviato dalla giunta guidata da Vincenzo De Luca, il progetto entra ora nella fase del confronto con la nuova direzione politica e tecnica della Regione. Un passaggio che si è materializzato con l’incontro di ieri tra Mario Casillo, vicepresidente della Regione con delega ai Trasporti, ed Enrico Petrella, sindaco di Grazzanise. Un confronto sollecitato proprio dal primo cittadino e mediato dal consigliere regionale Gennaro Oliviero e dal funzionario Giuseppe Raimondo, alla presenza anche di Aurelio Petrella, responsabile dell’area Tecnica del comune casertano.

Giuseppe Raimondo

Sul tavolo, un dossier corposo: un plico che ricostruisce nel dettaglio tutto il lavoro svolto finora, dagli atti politici ai passaggi istituzionali, fino agli approfondimenti tecnici. Casillo ha preso formalmente in carico il materiale, che ora sarà oggetto di studio e valutazione, a partire dallo studio redatto dall’Università Federico II di Napoli, considerato il perno tecnico dell’intera operazione.

Foto Cecilia Fabiano/LaPresse -Il ministro Matteo Salvini

La cronistoria parte da Roma, dall’incontro con il ministro della Difesa Guido Crosetto, che ha aperto alla possibilità di un utilizzo promiscuo della pista militare – oggi in dotazione al 9° Stormo ‘Francesco Baracca’ – anche per fini civili. Un primo via libera politico che ha consentito di avviare l’iter per l’inserimento di Grazzanise nel Piano nazionale degli aeroporti, attraverso ordini del giorno in parlamento e interlocuzioni istituzionali culminate nella lettera con cui De Luca ha sollecitato il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini a concretizzare quel passaggio.

Vincenzo De Luca e Roberto Fico

Sul fronte tecnico, il cuore del progetto è rappresentato dallo studio affidato dall’Acamir all’Università Federico II. Un’analisi che, numeri alla mano, certifica come Grazzanise non sia una suggestione, ma un’infrastruttura potenzialmente strategica per l’intera Campania.

Il bacino di utenza ‘first best’ – l’area per la quale lo scalo sarebbe il più conveniente in termini di tempi e distanze – supera il milione di abitanti. Ma il dato più significativo emerge guardando ai tempi di percorrenza: entro 45 minuti lo scalo potrebbe intercettare oltre 3,6 milioni di residenti, che diventano più di 4,6 milioni entro un’ora. Numeri che collocano Grazzanise sullo stesso piano degli altri aeroporti regionali e che evidenziano la possibilità concreta di alleggerire la pressione sull’aeroporto di Napoli-Capodichino, oggi strutturalmente congestionato, senza che lo scalo di Costa d’Amalfi sia riuscito finora a risolvere il problema del sovrannumero.

Lo studio, firmato dal professore Fulvio Simonelli, evidenzia anche il ruolo di riequilibrio territoriale che Grazzanise potrebbe svolgere: servirebbe in modo diretto l’area casertana, il litorale domizio, l’agro aversano e una parte consistente dell’area nord di Napoli.
Un altro capitolo chiave è quello dell’accessibilità. Dal punto di vista stradale, lo scalo è già connesso alla strada statale 7bis; la Federico II individua come intervento prioritario la realizzazione di uno svincolo dedicato tra Casal di Principe e Villa Literno, oppure una soluzione mista con nuova infrastruttura e la riqualificazione della provinciale 147. Dal lato ferroviario, la vicinanza alla linea Napoli-Roma via Formia e al nodo di Villa Literno, collegato anche al passante metropolitano verso Napoli, rafforza l’ipotesi di uno scalo realmente intermodale.

È su questa base che Casillo ha preso atto della ‘dote’ lasciata in eredità dalla precedente amministrazione regionale. Nelle prossime settimane, il vicepresidente avvierà un confronto interno con il governatore Roberto Fico e successivamente riconvocherà il tavolo istituzionale, al quale dovrebbe partecipare anche Simonelli per un approfondimento diretto dei dati. Solo dopo questo passaggio, la Regione potrà tornare a interfacciarsi con il Governo, con un quadro più chiaro su scenari, costi e ricadute.
Un ruolo non secondario lo giocherà anche Gesac, il gestore degli scali campani, con cui la Regione dovrà necessariamente dialogare per inserire Grazzanise in una visione di sistema e non come progetto isolato. Del resto, la stessa Acamir – guidata da Maria Teresa Di Mattia – ha già chiarito che il progetto sarà inserito in un più ampio documento sulla rete logistica regionale, che contempla anche l’ipotesi di uno scalo merci.

Intanto, come ha più volte sottolineato il sindaco Petrella, anche il mondo imprenditoriale ha iniziato a guardare con interesse a Grazzanise, con segnali di disponibilità a investire sul territorio. Un elemento ritenuto decisivo per evitare che l’infrastruttura resti solo sulla carta.
Ora la palla passa alla politica. I numeri, le analisi e gli studi ci sono. Il dossier è sul tavolo della Regione. La sfida, come emerge dal confronto di ieri, è trasformare questa massa di dati in una scelta istituzionale chiara, capace di portare Grazzanise dentro il Piano nazionale degli aeroporti e di rafforzare, finalmente, il sistema aeroportuale campano.

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