NAPOLI – Ha voluto tenersi la delega alla Sanità, il nuovo governatore Roberto Fico. Gli converrà cominciare a lavorare pancia a terra sul dossier, perché la situazione non fa che peggiorare. Gli ospedali napoletani sono sempre più sotto assedio. Il picco influenzale, le ataviche carenze di personale e strutture e la progressiva chiusura, negli ultimi anni, di diversi pronto soccorso nel capoluogo stanno producendo un mix esplosivo che si traduce in sovraffollamento, tensione e un’escalation di violenza ai danni del personale sanitario. Sicurezza zero, negli ospedali. Come in passato. Peggio che in passato.
Furti e aggressioni: la cronaca delle ultime ore
Nel giro di poche ore, ieri, si sono verificati due distinti episodi in altrettanti ospedali dell’area metropolitana, entrambi con personale sanitario vittima, seppur in modo diverso. I carabinieri della Compagnia Napoli Centro hanno arresta- to per furto aggravato un 49enne, fermato all’interno del Vecchio Policlinico – AOU Luigi Vanvitelli, a piazza Miraglia, nel quartiere San Giuseppe. L’uomo, probabilmente fingendo di doversi sottoporre a una visita, secondo la ricostruzione de- gli investigatori, si è introdotto nella stanza di una dottoressa, rubando un telefono cellulare e un computer portatile dalla borsa. È stato però bloccato poco dopo da alcuni pazienti. La successiva perquisizione ha portato al rinvenimento di un coltello e una tronchese da elettricista, aggravando ulteriormente la sua posizione. Il 49enne Patrizio Minino ora sarà chiamato a fornire la propria versione dei fatti e difendersi dalle accuse che gli vengono contestate. Quasi in contemporanea, i carabinieri della stazione di Licola sono intervenuti presso l’ospedale di Pozzuoli per un episodio di aggressione al personale sanitario. Dopo gli accertamenti è stato denunciato un paziente 28enne, pregiudicato e già sottoposto agli arresti domiciliari, che avrebbe aggredito un infermiere per futili motivi durante il ricovero.
Il precedente che ha aperto il 2026
L’anno si era aperto già con un episodio grave nella ASL Napoli 2 Nord. Il primo caso di violenza nel mondo della sanità del 2026. L’automedica di Varcaturo era intervenuta per una sparatoria avvenuta in un ristorante a Licola. Uno dei feriti è stato trasportato al Ospedale Santa Maria delle Grazie. All’arrivo in pronto soccorso, secondo quanto riferito, l’anestesista di turno avrebbe prima apostrofato i soccorritori e poi spintonato e insultato ripetutamente il medico del 118, davanti a colleghi e presenti. Un episodio che ha scosso l’ambiente sanitario e per il quale è stata annunciata una segnalazione formale all’Azienda sanitaria.
Nola, il fronte caldo del sovraffollamento
Come se non bastasse, a completare il quadro c’è la situazione denunciata dalla Cisl Funzione Pubblica sul Pronto Soccorso del Presidio Ospedaliero di Nola. In una nota formale inviata alla direzione sanitaria, il sindacato parla senza mezzi termini di una situazione “catastrofica”. Promiscuità e sovraffollamento vengono definiti inaccettabili, con pazienti costretti a stazionare per giorni in attesa di ricovero, privati della dignità e assistiti in spazi nati per l’emergenza ma trasformati di fatto in aree di degenza improvvisate. Un modello organizzativo che, secondo la Cisl FP, snatura completamente la funzione del pronto soccorso, allunga i tempi di visita e alimenta nell’utenza frustrazione e rabbia, spesso scaricate contro medici e infermieri. A rendere il contesto ancora più critico è la drammatica carenza di personale, che costringe gli operatori a turni massacranti e a lavorare in condizioni di stress continuo, aumentando il rischio di errori e di conflitti.
Un’emergenza strutturale
Tra aggressioni fisiche, furti, tensioni interne e un’organizzazione al limite del collasso, gli ospedali napoletani fotografano una emergenza strutturale che va ben oltre i singoli episodi di cronaca. La richiesta della Cisl FP di istituire un tavolo di confronto permanente e monotematico sui pronto soccorso è solo l’ultimo segnale di un sistema che chiede interventi immediati. Per il nuovo governatore Roberto Fico, la sanità campana si presenta come uno dei terreni più accidentati: ospedali sotto pressione, per- sonale esasperato e cittadini sempre più sfiduciati. Senza un piano straordinario su sicurezza, organici e rete dell’emergenza, l’escalation di violenza rischia di diventare la normalità quotidiana. Non c’è altro tempo da perdere.























