Agguato a S. Giovanni a Teduccio: guerra ripresa un anno fa. Stese a cavallo delle festività pasquali

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Agguato a San Giovanni a Teduccio
Agguato a San Giovanni a Teduccio

NAPOLI – L’omicidio di Salvatore De Marco, 34 anni, nipote di Ciro Rinaldi, segna un nuovo capitolo nella lunga e violenta contrapposizione tra il clan di San Giovanni a Teduccio e i Mazzarella. Un’escalation che affonda le sue radici in tensioni già esplose un anno fa, quando una serie di episodi fece temere la ripresa della faida. In pochi giorni si verificarono quattro raid armati che sconvolsero il quartiere e misero in allerta le forze dell’ordine. Tra venerdì 18 aprile e mercoledì 23 aprile, durante le festività pasquali, decine di colpi di arma da fuoco furono esplosi in un’area circoscritta di San Giovanni a Teduccio, generando panico tra i residenti e provocando danni materiali, fortunatamente senza feriti. Alcune automobili in sosta furono raggiunte dai proiettili.

L’episodio più eclatante si verificò il Venerdì Santo, davanti alla chiesa della Madonna di Lourdes, durante la processione pasquale: un gesto che apparve come un chiaro segnale intimidatorio e di affermazione del controllo sul territorio. Il giorno successivo arrivò la reazione della fazione rivale, con ulteriori sparatorie che gli investigatori hanno ricondotto a quella nuova fase dello scontro tra i due clan storicamente contrapposti. Alla base della tensione vi sarebbero contrasti familiari, nati da litigi tra i rampolli delle famiglie Rinaldi e Mazzarella, degenerati fino a trasformarsi in una spirale di violenza che continua a segnare la vita del quartiere.

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