NAPOLI – Un pool di magistrati della Procura di Napoli, tra cui figurano anche sostituti procuratori della Dda, sta indagando su Bagnoli dopo la denuncia presentata di recente da un gruppo di cittadini, in un clima di tensione e proteste contro i lavori per l’America’s Cup. Secondo quanto si è appreso, le inchieste sarebbero due. L’obiettivo degli inquirenti è verificare i presunti danni alla salute e all’ambiente, al centro dell’esposto depositato. Non si esclude che la lente dei pm riguardi anche le tensioni di piazza, con il blocco dei camion da parte dei manifestanti e la scritta offensiva apparsa contro Manfredi.
Ieri mattina si è svolto un sopralluogo della Procura nella zona dove sono in corso opere nell’ex area Italsider, in particolare lavori di messa in sicurezza della colmata e di riqualificazione. Sul posto si sono recati i magistrati della V sezione (“Tutela ambiente e territorio”, procuratore aggiunto Antonio Ricci) dell’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nicola Gratteri. Tre giorni fa una delegazione di cittadini del quartiere, accompagnati dai propri avvocati, è stata ricevuta dai sostituti procuratori Domenico Luca Musto e Raffaele Barella, ai quali sono stati manifestati timori sui rischi sanitari a cui sarebbe esposta la popolazione proprio a causa dei lavori per l’America’s Cup del 2027.
«Siamo pronti a collaborare con la Procura fornendo ogni chiarimento e documento utile, nell’ottica della massima trasparenza su tutte le attività in corso nel Sin di Bagnoli, riponendo piena fiducia nell’operato della magistratura», ha dichiarato il commissario straordinario di Governo al Sin Bagnoli-Coroglio, Gaetano Manfredi, in relazione al sopralluogo della Procura.
I comitati civici restano in allerta dopo la riunione in Municipalità dell’altro ieri. «Si stava per consumare l’ennesima sceneggiata – osservano gli attivisti – noi residenti siamo preoccupati per come si sta sviluppando questa America’s Cup». A quanto sembra, uno o due degli equipaggi in gara saranno alloggiati al rione Terra; da qui l’interrogativo sull’utilità delle costruzioni “temporanee” sulla colmata e sul loro futuro utilizzo.
Dopo l’incontro in Municipalità, i comitati hanno riferito ai cittadini quanto accaduto e c’è stato chi si è unito al corteo. «Anche persone che non hanno partecipato hanno dimostrato solidarietà e addirittura il blocco stradale è stato sostenuto da molti, perché ritenevano fondate le nostre ragioni. L’appuntamento principale è quello del consiglio comunale del 3 marzo, ma per noi questa data andrebbe anticipata».
La linea dei manifestanti non cambia: i lavori vanno sospesi. «Non si sa per chi stiamo realizzando queste opere. Non si sarebbe potuto prevedere un hotel per gli atleti? Alle Universiadi sono stati ospitati su imbarcazioni private: perché non adottare la stessa soluzione anche per l’America’s Cup?».



















