Arresti Clan Raia, il capo della Procura avverte i camorristi: “Qui da noi non esistono zone franche”

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Patrizio Raia, Giovanni Raia e Costantino Raia
Patrizio Raia, Giovanni Raia e Costantino Raia

NAPOLI – I dettagli dell’operazione condotta ieri dalle forze dell’ordine, che ha portato all’arresto di quindici persone ritenute affiliate al clan Raia (CLICCA QUI PERTUTTI I NOMI E LE FOTO), sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa tenuta presso gli uffici della Procura della Repubblica di Napoli. A intervenire è stato il procuratore Nicola Gratteri, che ha sottolineato il valore simbolico e concreto dell’azione investigativa.

“Stiamo dimostrando che non esistono zone franche in Campania, che questa non è una terra di nessuno e che è possibile sperare”, ha dichiarato Gratteri, ribadendo l’impegno costante della magistratura nel contrasto alla criminalità organizzata. L’operazione rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di presidio del territorio, in particolare nella provincia di Napoli, definita dal procuratore “vasta ed effervescente, nel bene e nel male”.

Gratteri ha però evidenziato anche le difficoltà strutturali con cui quotidianamente si confrontano le istituzioni. “Avremmo bisogno di più forze dell’ordine – ha spiegato – non solo per colmare il vuoto di organico, ma anche attraverso un piano straordinario di assunzioni”. Un’esigenza resa ancora più urgente da una situazione che, secondo il procuratore, si trascina ormai dal 2010, quando è iniziato quello che ha definito “l’affanno della coperta corta”.

Per ottenere risultati concreti e duraturi, ha aggiunto, non bastano la volontà e l’impegno degli operatori sul campo. Servono uomini, mezzi tecnologici adeguati e anche interventi normativi mirati. “È necessario fare leggi che rendano più veloce il processo – ha concluso – così da garantire risposte rapide non solo agli indagati, ma anche alle parti offese e a tutti i cittadini che chiedono giustizia”.

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