Arresti per pizzo. “Dì al titolare di portare i soldi ai Mazzarella”: la frase incriminante

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NAPOLI – Nell’ordinanza cautelare sui 6 arresti nel clan Mazzarella (CLICCA QUI PER LEGGERE), gli inquirenti tracciano i ruoli, che gli indagati avrebbero avuto. Indicano Maurizio Virente al vertice e gli altri come collaboratori. Ma vediamo i dettagli. E partiamo dalla vicenda. Gli agenti della squadra mobile della questura l’hanno ricostruita così: due uomini vicini ai Mazzarella sarebbero andati a minacciare il dipendente di un centro scommesse nel quartiere di Poggioreale lo scorso 27 ottobre. Uno degli emissari viene indicato in Vincenzo Basso, accompagnato da Felice Ferretti. Avrebbero detto al dipendente: “Di’ al tuo titolare di portare la somma di 100.0000 ai Mazzarella”. E’ il fulcro dell’indagine condotta dalla Mobile della questura di Napoli. Parte tutto da qui. E c’è anche questo dettaglio nell’ordinanza di custodia cautelare eseguita all’alba di ieri. Gli accertamenti della polizia partono dal racconto del titolare del centro scommesse, che ha denunciato l’episodio alle forze dell’ordine.

Sempre secondo il resoconto degli inquirenti, sarebbe stato Maurizio Virente a impartire le disposizioni: è accusato di essere stato il mandante della tentata estorsione al titolare della sala scommesse a Poggioreale. Ieri mattina anche Virente è stato raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare insieme a Raffaele Bove, Salvatore Ricciardi, Maria Febbraio, Ferretti e Basso. Maurizio Virente fu arrestato nell’agosto del 2012 dalla squadra mobile di Latina. L’allora 38enne era ricercato dal 10 luglio quando era sfuggito a un blitz. Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, Virente si era nascosto a Latina, ma la sua presenza non è passata inosservata agli investigatori della Mobile.

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