Arresti Vanella Grassi, l’ideatore del colpo nel mirino dei calabresi: su di lui esiste una taglia da 120mila euro

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Simone Bartiromo, Antonio Coppola e Giuseppe Corcione
Simone Bartiromo, Antonio Coppola e Giuseppe Corcione

NAPOLI – A fare il punto sul blitz portato a termine all’alba di ieri dai carabinieri è stato il procuratore capo di Napoli, Nicola Gratteri, nel corso di una conferenza stampa convocata per illustrare i dettagli dell’operazione culminata con nove arresti (LEGGI QUI I NOMI). In manette sono finiti sei esponenti della Vanella Grassi e tre indagati ritenuti vicini al gruppo Nirta-Strangio, articolazione della ’Ndrangheta. L’indagine prende le mosse da una clamorosa rapina: tre corrieri partiti dalla Calabria per consegnare venti chili di cocaina al clan Amato-Pagano furono assaltati e privati del carico dagli uomini della Vanella Grassi. A commissionare il colpo sarebbe stato Simone Bartiromo, arrestato nel luglio 2025 e attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine. Su di lui la cosca calabrese avrebbe messo una taglia di 120mila euro per punire lo sgarro. Secondo quanto emerso, la reazione progettata dalla ’Ndrangheta sarebbe potuta andare oltre: gli investigatori hanno accertato l’intenzione di rapire la moglie di Bartiromo come ritorsione.

“Siamo preoccupati – ha dichiarato Gratteri durante la conferenza stampa di ieri mattina – perché conosciamo il modo di pensare della ’Ndrangheta e per questo abbiamo chiesto all’ideatore del colpo se vuole essere tutelato. Siamo un po’ preoccupati dalla reazione della ’Ndrangheta”. Il procuratore ha chiarito che la protezione non può essere imposta: “È una scelta. Queste cose mi sono capitate tante volte in Calabria. Ovviamente l’allerta delle forze dell’ordine è massima, a prescindere dalla volontà del soggetto”, ha concluso il capo della Procura di Napoli, rispondendo alle domande dei cronisti.

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