Arsenale da guerra e fiumi di droga tra Napoli e Melito: smantellato il fortino della criminalità, due arresti

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Operazione della polizia
Operazione della polizia

NAPOLI – Un vero e proprio arsenale da guerra, fiumi di droga pronti a inondare le piazze di spaccio e due giubbotti antiproiettile per sentirsi invincibili. È il bilancio di una vasta e complessa operazione condotta nella giornata di ieri, 13 gennaio, dal personale della Polizia di Stato, che ha inferto un durissimo colpo alla criminalità organizzata attiva tra il capoluogo partenopeo e il comune di Melito. Al termine di una serie di perquisizioni mirate, gli agenti hanno stretto le manette ai polsi di due giovani, un 30enne e un 25enne, entrambi napoletani, e sequestrato un quantitativo di armi e stupefacenti da far tremare i polsi.

L’operazione, coordinata dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli con il supporto del Reparto Prevenzione Crimine Campania, delle Unità Cinofile Antidroga ed anti esplosivo e della Polizia Scientifica, ha avuto inizio a Melito di Napoli. Qui, i poliziotti hanno fermato per un controllo un’autovettura con a bordo un 30enne. L’apparente nervosismo dell’uomo ha insospettito gli agenti, che hanno deciso di approfondire. La perquisizione ha dato subito i suoi frutti: addosso al sospettato è stata rinvenuta una pistola semiautomatica Beretta, calibro 6,35, illegalmente detenuta.

Quel ritrovamento è stato il filo d’Arianna che ha permesso di svelare un’intera rete criminale. Ritenendo che l’uomo potesse nascondere altro, gli investigatori hanno esteso la perquisizione alla sua abitazione. Nell’ingresso, hanno trovato una busta contenente tutto l’occorrente per un laboratorio di confezionamento della droga: buste per il sottovuoto, mascherine, pellicola, una macchina sigillatrice e bilancini di precisione. Ma il pezzo forte era nascosto in un luogo quasi inaccessibile. Sul lastrico solaio del palazzo, all’interno del motore di un condizionatore, raggiungibile solo attraverso una finestra posta a tre metri di altezza sul ballatoio, erano occultati due fucili d’assalto M70 AB2, armi da guerra di fabbricazione jugoslava, perfettamente funzionanti.

Le indagini non si sono fermate. Gli agenti si sono spostati nel centro storico di Napoli, presso l’abitazione della compagna del 30enne. In un vano ad uso esclusivo dell’uomo, è stato scoperto un primo carico di droga: 13 panetti di hashish per un peso complessivo di circa 1,3 chilogrammi. Nelle stesse ore, sempre nella stessa zona, è scattato il blitz nell’appartamento del complice, un 25enne. Anche lui è stato trovato in possesso di un’arma, una pistola semiautomatica calibro 6,35 con 5 proiettili nel caricatore.

Il colpo di grazia all’organizzazione è arrivato con l’individuazione di un box a Melito, vero e proprio caveau del gruppo. All’interno, gli agenti hanno trovato il resto dell’arsenale: 3 potenti revolver 357 magnum, un fucile a pompa calibro 20, 312 cartucce di vario calibro e due giubbotti antiproiettile. Accanto alle armi, il deposito logistico dello spaccio: ben 29 panetti di hashish (circa 3 kg), 6 buste di marijuana (circa 650 grammi) e 32 involucri di cocaina purissima per un peso totale di quasi 2 chilogrammi.

Al termine delle operazioni, il 30enne è stato arrestato per porto e detenzione abusiva di arma comune da sparo e da guerra, mentre il 25enne per porto abusivo di arma comune da sparo. Entrambi sono stati condotti presso la casa circondariale di Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. L’operazione si inserisce nel quadro di un più ampio dispositivo di controllo del territorio voluto dalla Questura di Napoli per contrastare la violenza criminale e riaffermare la presenza dello Stato.

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