NAPOLI – Dopo il ferimento di due ragazzi a colpi di pistola, il rione Sanità si domanda come uscirne. Qui associazioni, enti e istituzioni da anni fanno un lavoro importante per rilanciare i vicoli, puntando su cultura e turismo. E ci stanno riuscendo. Ma come fermare l’onda lunga della violenza giovanile, che fa ricadere la Sanità nel baratro del passato? “Servono risposte strutturali e non solo emergenziali – spiega al telefono la responsabile per i minori e le famiglie del Centro La Tenda Titty De Marco – va bene intensificare i controlli, sono importanti. Ma non basta solo la repressione. Serve anche puntare a una strategia di sistema con le associazioni, la scuola la mattina, lo sport per i giovani. Serve continuità territoriale per salvare questi ragazzi”. Cosa intende dire? “Servono assistenti sociali, la presa in carico delle famiglie, migliorare le offerte educative. Occorre un asse strategico. Mi spiego meglio. Puntare sulla formazione scolastica e professionale per dare una opportunità di lavoro a questi giovani. Noi abbiamo il progetto Polo per le Famiglie, in convenzione col Comune. E’ un accompagnamento educativo per le famiglie, dopo i primi segnali di disagio giovanile. Ecco, serve aiutare non solo i ragazzi, ma anche le famiglie se sono in difficoltà. Bisogna correre lungo un doppio binario: da una parte i controlli delle forze dell’ordine, dall’altro aumentare i presidi educativi al rione Sanità”.
Tre notti fa proprio nel cuore della Sanità due ragazzi sono stati feriti a colpi di pistola e un 19enne è ricoverato all’ospedale del Mare in gravi condizioni, ferito al torace. Ancora una notte di sangue nei vicoli. Nel 2024 nel corso di una sparatoria in pieno centro perse la vita Emanuele Tufano, aveva solo 15 anni. Nella notte tra il 23 e il 24 ottobre. Poi l’omicidio di Emanuele Durante: 20 anni compiuti pochi giorni prima. Tre notti fa altri due ventenni feriti a colpi di pistola, Raffaele Pillo (19 anni) e Antonio Martusciello (20 anni), sono stati bersagliati da colpi di arma da fuoco mentre percorrevano vico Lammatari. Il diciannovenne è ricoverato in gravissime condizioni in ospedale dopo essere stato colpito al torace, mentre l’amico se l’è cavata con una ferita lieve al braccio. Secondo la Squadra Mobile, che ha già ascoltato i testimoni ed effettuato rilievi sul posto con la Scientifica, la dinamica ricalca quella di un agguato: due uomini in moto hanno aperto il fuoco senza proferire parola, escludendo così l’ipotesi di una rapina finita male. Gli investigatori hanno spiegato che i due giovani non sono vicini a clan. Sospettano che il raid sia maturato nell’ambito di scontri tra ‘paranze’ giovanili rivali alla Sanità.



















