Bacoli, l’esercito degli insospettabili: arrestati tre giovani pusher incensurati

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

BACOLI – Volti puliti, fedina penale immacolata, vite apparentemente normali. Eppure, dietro la facciata da bravi ragazzi, si celava un’attività di spaccio ben avviata. È il ritratto, sempre più frequente e preoccupante, dell’esercito di pusher insospettabili che popola le piazze e i vicoli delle nostre città. Un fenomeno che si è manifestato ancora una volta, con contorni netti e allarmanti, nel cuore dei Campi Flegrei.

L’operazione è scattata nel pomeriggio di ieri, 9 aprile 2026, a Bacoli. Una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Pozzuoli, impegnata in un servizio di controllo del territorio, stava percorrendo la trafficata via Mercato di Sabato. L’occhio esperto dei militari è stato catturato da un piccolo gruppo di tre giovani. Non un atteggiamento palesemente criminale, ma qualcosa di stonato, un’agitazione traditrice che non si addiceva a una tranquilla chiacchierata pomeridiana. Sguardi sfuggenti, movimenti nervosi: segnali deboli ma sufficienti per far scattare l’allarme.

I Carabinieri hanno deciso di procedere al controllo. I tre, di 18 e 22 anni, hanno fornito le loro generalità. Il più giovane ha dichiarato di essere uno studente universitario, uno dei 22enni un operaio e l’altro un disoccupato. Tutti e tre, da una prima verifica, risultavano incensurati. Ma l’agitazione, anziché placarsi, aumentava. È bastato poco per capirne il motivo. Dalla perquisizione personale sono emerse le prime prove: nelle loro tasche, i militari hanno rinvenuto alcune dosi di hashish già confezionate e pronte per la vendita, insieme a diverse banconote di piccolo taglio, il classico segno di un’attività di spaccio al dettaglio appena conclusa o in pieno svolgimento.

A quel punto, il ritrovamento ha fatto scattare la fase successiva dell’indagine. Intuendo che quello fosse solo l’apice dell’iceberg, i Carabinieri hanno esteso le perquisizioni alle abitazioni dei tre giovani. E lì, nascosto tra gli effetti personali di ragazzi dalle vite apparentemente ordinarie, è stato scoperto il resto del “tesoro”. Complessivamente, l’operazione ha portato al sequestro di 216 grammi di hashish, una quantità che esclude categoricamente l’uso personale, e di 870 euro in contanti, ritenuti provento illecito dell’attività di spaccio. A completare il kit del perfetto pusher, anche numerose bustine in cellophane e altro materiale per il confezionamento dello stupefacente, prova inequivocabile di un’attività strutturata.

Per i tre giovani si sono così aperte le porte del carcere. Studente, operaio, disoccupato: tre profili diversi uniti dalla stessa, pericolosa scorciatoia per ottenere soldi facili. Un copione ormai consolidato, dove la criminalità organizzata, vera regista dello spaccio, recluta manovalanza “pulita” e insospettabile, giovani facilmente sostituibili che rischiano la propria libertà per l’illusione di un guadagno immediato. Un’illusione che si è infranta contro la realtà di una cella, con l’amara consapevolezza che per pagare le spese legali necessarie a difendersi, gli 870 euro sequestrati non basteranno neanche lontanamente.

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